Ancora ikebana

  In questi giorni ricevo spesso messaggi da amici e studenti che hanno preso il raffreddore e cancellano gli appuntamenti.
Mal di gola, tosse, una leggera febbre e anche mal di testa.
È la stagione dei raffreddori.
Perché tutti prendo il raffreddore nello stesso periodo? Nel pomeriggio sono stato ai grandi magazzini Takashimaya dove si svolgeva l’ultimo giorno della mostra di ikebana di Ikenobou.
Qui, a differenza del palazzo della ditta, le opere erano dei grandi maestri e c’erano perfino delle riproduzioni di opere descritte e dipinte più di quattrocento anni fa.
Le opere in formato grande (quasi due metri di larghezza) dei grandi maestri erano imponenti ma avevano un qualcosa di gentile, di delicato.
Un’opera in particolare risaltava: in un box a forma di tunnel formato da rami a forma di sfera, dal soffitto cadevano delle gocce d’acqua.
L’opera si percepiva non soltanto con gli occhi ma anche ascoltando il breve e leggero tonfo dell’acqua.
La bellezza del wabisabi.
Tornando a casa, davanti alla porta il postino stava suonando al campanello con un grande involucro in mano.
È vero che ordino spesso i libri ma l’ultimo ordine era troppo recente perché arrivasse.
Una volta aperto il pacco ho scoperto che era il libro “Botanica” di Howard Schatz.
Mi era piaciuta la copertina e ho pensato mi sarebbe servito per lo studio dei fiori.
Dopo averlo sfogliato per alcuni minuti ho provato un leggero ribrezzo, anzi molto, a causa dell’uso dei colori molti sul viola e arancione.
Combinazioni che forse non esistono in natura.
Un po’ alla volta me lo studierò.
 

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