Ancora su Marnie, recensione di Biagio Giordano

Marnie è un thriller psicologico del 1964 diretto da Alfred Hitchcock, tratto dall'omonimo romanzo di Winston Graham del 1961
Thriller psicanalitico di ottima fattura. Da apprezzare soprattutto il linguaggio del racconto, ossia come il film sia riuscito a dare un'idea credibile del rapporto sintomatico tra l'inconscio dominato da una nevrosi e l'Io-coscienza agente nel quotidiano, il tutto riferito alla protagonista Marnie.
Le rimozioni non riuscite di Marnie (se fossero state rimozioni riuscite sarebbe entrata nel campo clinico della schizofrenia) si fanno sentire per via associativa attraverso l'incontro con particolari colori, o parole sentite oppure solo percepite, nonché quando essa è al centro di situazioni evocative del passato.
Un gran film sull'inconscio, che solo il genio di Hitchcock poteva scrivere con il linguaggio cinematografico. Una vera apertura conoscitiva sull'inconscio, sulle sue potenzialità ricreative rispetto a un disagio patito, o riparative nei confronti di un ...

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