Ancora uccisioni di cani randagi in Ucraina

Mentre tutti i riflettori sono puntati sugli stadi in cui si stanno giocando le partite di Euro 2012, nelle strade ucraine i cani continuano a morire.
Anche cani che sono già scampati alla morte salvandosi grazie all’intervento tempestivo dei volontari, vengono nuovamente presi di mira con i bocconi avvelenati.
E’ il caso di Lucy, la cagnolona salvata nel marzo scorso dall’avvelenamento e, una volta guarita, nuovamente liberata nel mercato dove viveva da anni.
Purtroppo però lei gli altri randagi della zona lì non ci dovevano stare e sono stati quindi nuovamente presi di mira con i bocconi avvelanati.
Questa volta né Lucy, né gli altri cani che li hanno ingeriti, hanno avuto scampo.
L’ira dei volontari che amavano quei cani è stata convogliata, grazie all’intervento del delegato OIPA Ucraina Andrea Cisternino, in un’indagine volta ad individuare i colpevoli.
La strategia è stata vincente: il principale sospettato, un pensionato già noto alle Forze dell’Ordine, è stato fermato con una borsa piena di carne avvelenata a consegnato alla Polizia con una denuncia firmata da ben 40 persone.
A storie di crudeltà gratuita che stanno costando la vita a migliaia di animali, anche purtroppo tanta indifferenza e insensibilità.
Nell’Idroparco di Kiev, dove Alina accudisce circa 60 randagi, alcuni impiegati comunali hanno abbattuto gli alberi incuranti delle casette di legno al di sotto in cui erano alloggiati alcuni cuccioli.
La legna è stata poi bruciata, uccidendo inevitabilmente due cuccioli.
Gli altri sono fortunatamente stati salvati e curati da Alina e Andrea.    Da: Oipaitalia.org

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