Andate e ritorni

Torno a scrivere qui.
Non lo faccio da un sacco di tempo..
ho pensato che avrei voglia di tagliare e iniziare da capo..
ma questo blog e le persone che ci ho trovato hanno rappresentato spesso un rifugio, una casa, una risposta, un sorriso, un abbraccio.
Torno a scrivere perche' il bisogno di raccontarsi, in primis a se stessi, e' un richiamo atavico.
Torno a scrivere perche' e' il mio asso nella manica, la mia arma vincente, quando sento che sto per soccombere.
Torno a scrivere perche' e' come accendere una luce in un buio che sento accecante, denso, pesante.
Ho riletto alcuni post e mi ha assalito una nostalgia che mi ha fatto commuovere.
Sono in un paese straniero che sento a me ostile.
Voglio solo tornare a casa.
Nel mio Paese, sgangherato e bellissimo..
Sono un funambolo che cammina sul filo della depressione.
Un essere umano martoriato dai problemi alimentari.
Ho perso parecchie battaglie ultimamente contro i miei demoni..
e ne sto uscendo malconcia.
Voglio stare meglio e ce la sto mettendo tutta..
ma alzo la testa e, ogni volta che sollevo lo sguardo, mi sembra che la cima sia un fili poiu' lontana.
Ma io non mollo.
Sto imparando tanto su di me ma ammetto che la lezione e' crudele e tagliente.
Ce la faro'.
Tornero' a casa.
Dal profondo della notte che mi avvolge, Nera come un pozzo da un polo all'altro, Ringrazio qualunque dio esista Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d'ira e lacrime Incombe il solo Orrore delle ombre, E ancora la minaccia degli anni Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio, Quanto piena di castighi la vita, Io sono il padrone del mio destino: Io sono il capitano della mia anima.
E in bocca al lupo a me.
Che ne ho davvero bisogno, ora piu' che mai.
   

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