Andrea Ponso,"CERCHERANNO LA PAROLA DEL SIGNORE, MA NON LA TROVERANNO"

dESIDERARE: "CERCHERANNO LA PAROLA DEL SIGNORE, MA NON LA TROVERANNO"pubblicata da Andrea Ponso il giorno venerdì 6 luglio 2012 alle ore 11.43 ·Letture: Am 8, 4-6.
9-12; Mt 9, 9-13.  La voce del profeta Amos risuona a più livelli quando grida: “Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese”.
Naturalmente si tratta di un monito concreto, legato alle condizioni di vita nei confronti degli altri; ma, più in profondità e non slegato da questo, forse il profeta ci ammonisce principalmente a non “calpestare” in noi stessi “il povero” e “gli umili”  -  perché solo da questa cura meticolosa e difficile, da questo guardare fino in fondo la nostra debolezza, la nostra finitezza, sapremo cogliere il movimento di misericordia e accoglienza anche verso l’esterno.
La paura, vero Leviatano del nostro cuore, non rende tutto questo facile: ci obbliga alla “libertà” di sopraffare l’altro, di ingannarlo e “sterminarlo”  -  ingannando e sterminando noi stessi per primi: “Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano? E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo l’efa e aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali? Venderemo anche lo scarto del grano”.
Queste parole sono dettate dalla paura e dalla non accettazione del sabato  -  luogo per eccellenza del lasciar essere, del deporre le armi e le difese: chi non riesce ad abitare questo spazio della sospensione delle “forze”, e si prodiga pensando già a come ingannare gli altri e se stesso, è un uomo privo di abbandono, immobilizzato in un sabato nefasto della paura e della schiavitù della paura, costretto al “calcolo”, ad una economia di morte, prima di tutto contro la sua stessa vita.
Infatti, le feste saranno cambiate “in lutto, e tutti i vostri canti in lamento” ci dice Amos  -  “farò vestire ad ogni fianco il sacco, farò radere tutte le teste: ne farò come un lutto per un figlio unico e la sua fine sarà come un giorno di amarezza”.
Con tutto questo il Signore, attraverso il suo profeta, indica il nucleo centrale della misericordia nella “fame” che scenderà sul paese tutto  -  “non fame di pane né sete di acqua, ma di ascoltare le parole del Signore”.
Non si tratta di un richiamo all’ordine, di una obbedienza imposta, tutt’altro: questa “calamità” svela in effetti ciò che già sta corrodendo le vite nella paura della non accettazione della finitezza: questa [...]

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