Anemone e i palazzi del potere

Il Fatto Quotidiano Anemone e i palazzi del potere 13 maggio 2010 Lunga la lista dei potenti che hanno usufruito dei servigi del costruttore La lista è impressionante.
Da Scajola a Bertolaso, da Mancino al generale Poletti, da Lunardi a Ercole Incalza, passando per Pupi Avati.
I pubblici ministeri di Perugia non credevano ai loro occhi quando gli uomini della Guardia di Finanza di Roma gli hanno messo sotto gli occhi l’elenco che Diego Anemone teneva gelosamente nascosto nel suo computer.
Una lista di potenti che hanno usufruito dei servigi del costruttore che a febbraio è stato arrestato per corruzione.
La lista comprende i nomi dei politici e dei burocrati protagonisti degli ultimi sviluppi dell’indagine perugina e questo ha attirato i sospetti dei pm Alessia Tavernesi e Sergio Sottani anche sui nomi che non sono minimamente coinvolti nell’indagine.
La lista è esplosiva e va maneggiata con grande cura e i magistrati lo sanno.
Dentro c’è di tutto: i lavori negli uffici del ministero e le ristrutturazioni nelle case private passando per gli alloggi di servizio di proprietà dello Stato che li cede in uso a ministri e generali per ragioni di sicurezza.
La lista indica anno per anno tutti i lavori "sensibili" effettuati da Anemone, con tanto di indirizzo e spesso anche il numero civico.
Si parte nel 2003 con "Scajola, Via Barberini 38 e via del Fagutale".
E già dall’inizio si comprende quanto è scivolosa questa elencazione reperita in un file nel pc di Anemone.
Perché se via del Fagutale è l’indirizzo vicino al Colosseo della casa dell’ex ministro Scajola che è diventata ormai il simbolo dell’ultima fase dell’inchiesta, a via Barberini si trova l’ufficio del ministro dell’Attuazione del programma.
Oltre alla casa e all’ufficio dell’allora ministro dell’attuazione del programma, nell’elenco del 2003 compare una novità assoluta: "Chiara Mancino Corso Rinascimento".
Con tutta probabilità si parla dell’appartamento di fronte al Senato della figlia di Nicola Mancino che abitava alora nello stesso stabile dove il papà aveva una magione principesca.
Nel 2004, accanto a via Fagutale e via Barberini 38 compare un terzo indirizzo indicato genericamente: "Colle Oppio", un luogo vicino vicino alla casa comprata in quell’anno con gli assegni di Zampolini dal Generale dei servizi segreti Francesco Pittorru.
Ma sarà solo un caso.
Sempre nel 2003 e 2004 compare anche "Guido Bertolaso, via Giulia e via Bellotti Bon", cioé la casa privata del capo della Protezione civile.
Con riferimento a [...]

Leggi tutto l'articolo