Anni di piombo, la Chiesa ferita dal terrorismo

di Jean-Dominique Durand, Avvenire 14.10.10 Il cattolicesimo italiano fu duramente colpito dalle Brigate rosse.
E seppe dare una risposta.  Jean-Dominique Durand insegna storia contemporanea all’università di Lyon III, in Francia, ma è specialista di storia religiosa dell’Italia contemporanea e di storia della Santa Sede; ha pubblicato infatti un saggio sulla Chiesa durante la guerra nel nostro Paese e una «Storia della Democrazia cristiana in Europa» tradotta anche in italiano (Guerini).
Ora il suo saggio su «I cattolici di fronte alla violenza terrorista durante gli anni di piombo» – dal quale riprendiamo in questa pagina uno stralcio – compare nel miscellaneo «Il libro degli anni di piombo.Storia e memoria del terrorismo italiano» appena stampato da Rizzoli a cura di Marc Lazar e Marie-Anne Matard-Bonucci (pp.
462, euro 22).
Tra gli altri autori: Anna Bravo, Agostino Giovagnoli, Frédéric Attal, Simona Colarizi, Hervé Rayner, Barbara Armani, Fabrice d’Almeida, François Dosse.  Non è possibile qui ricostruire il ruolo del Vaticano negli anni di piombo.
Anche in questo caso mancano fonti e studi attendibili.
Ma l’appello che Aldo Moro, rapito il 16 marzo 1978, rivolse a Paolo VI suggerisce la centralità della Santa Sede nel dramma che il Paese stava vivendo: «Solo la Santità Vostra può porre di fronte alle esigenze dello Stato, comprensibili nel loro ordine, le ragioni morali e il diritto alla vita».
Sebbene fosse vecchio e malato, il Papa, indebolito dalla contestazione interna alla Chiesa sempre attiva a partire dalla pubblicazione nel luglio del 1968 dell’enciclica Humanae vitae, volle assumere il ruolo di Defensor civitatis.Diviso tra l’affetto per l’amico Aldo Moro, la preoccupazione per il destino dell’Italia e il desiderio di proteggere i valori che andavano oltre la persona dell’uomo di Stato, il 21 aprile indirizzò una lettera ai rapitori che non nascondeva le sue proprie lacerazioni.
Due giorni prima, il 19 aprile, Lotta continua aveva pubblicato un appello in cui domandava al governo di fare il necessario per ottenere la liberazione di Moro, quindi cedere alle richieste dei terroristi, ciò che tanto la Dc quanto il Pci rifiutavano.
Tra i firmatari c’erano numerose personalità cattoliche: dei vescovi, tra cui due vescovi ausiliari di Roma, e monsignor Mariano Magrassi di Bari, dei teologi, e soprattutto Mario Agnes, presidente dell’Ac (questo poteva far pensare che l’iniziativa fosse appoggiata dalla segreteria di Stato).
In compenso si è discusso parecchio su [...]

Leggi tutto l'articolo