Anomalie evolutive

  C’è stato un tempo in cui mi è stato detto che il mio più grande difetto è che “sono vecchia dentro”.
    Questa affermazione, complici forse anche le circostanze nelle quali è stata pronunciata, mi ha rosicato il cervello per anni.
Fino a quando mi sono resa conto, prima di tutto, che a pronunciarla era stato un individuo egocentrico, narcisista, e irrimediabilmente affetto dalla sindrome di Peter Pan.
Come avrei potuto apparire diversamente al portatore insano di tali occhi?     Però, però.
Appurato la non attendibilità della fonte, ho in seguito approfondito ulteriormente la questione.
Anzitutto c’era da capire come mai una vecchia si fosse accostata ad un adolescente, che a quei tempi i toy boy non erano ancora di moda.
La spiegazione che mi sono data è che fra le tante anomalie evolutive io appartengo a quelle persone che, seppur adulte, in qualche senso non hanno mai superato quella fase che attraversano tutti i bambini.
Quella dei perché?     Perché l’albero ha i fiori? Perché le api mangiano il polline? Perché fanno il miele? E perché noi lo rubiamo alle api? E perché? Perché? Perché? Perché? E si capice che la cosa poi alla lunga irrita, indispone, mette in difficoltà.
Qualcuno, tempo dopo, mi ha detto che sono una donna "difficile".
Per me è stato un complimento che ho gradito.
Perchè quella persona ha saputo guardarmi con gli occhi di un adulto che vede una donna/bambina con i suoi milioni di perché.
E non gli ho fatto paura.
^_^     NB: arriba, arribaaaa, vengo a morderti le chiappetteeee! cum summo gaudio, per giunta, esimia testina!  

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