Antologia di Bacon a Milano

Un sublime al negativo.
Ai confini estremi della figurazione.
Niente estasi, niente fascinazione, nessuna esaltazione dei sentimenti, ma tutto il fascino dell'inquieto e del torbido, di una meditazione lacerante sulla condizione intima dell'uomo in balia di ipocrisie e finzioni della società.
E' questo il bello dell'arte di Francis Bacon, l'anglo-irlandese capostipite della cosiddetta Nuova Figurazione d'oltremanica, formatosi in seno a una maturità esistenziale del surrealismo, che ha spinto tutte le sue energie creative a indagare e sviscerare la vera essenza dell'uomo contemporaneo, dilaniato dalla seconda guerra mondiale ma soprattutto assediato dal dopoguerra.
E' questo il bello impossibile di Francis Bacon, dublinese trapiantato a Londra, classe 1909, omosessuale dalla personalità complessa al limite del "disturbo psichico", portentoso pittore che ha voluto indagare come in un tema ossessivo la condizione dell'uomo nel suo progressivo processo di degradazione spirituale, spingendo fino all'estremo i soggetti della sua pittura, sfigurando figure, scarnificando carni, e facendo tutto questo col vezzo della serialità, dai piccoli intensissimi ritratti ai monumentali trittici, dal tema della Crocifissione alle manipolazioni del Ritratti di Innocenzo X di Velazquez.
Maestro indiscusso della "defigurazione", se non addirittura della "deformità" - sin da giovane manifestò artisticamente una passione per la malattia, la mutilazione e alcune immagini di bambini deformi o mutilati, ritrovate nel suo studio, riecheggiano benché trasformate e trasfigurate, in molte sue opere - diventa il protagonista di una antologica ospitata a Palazzo Reale dal 5 marzo al 29 giugno.
Un evento a lungo atteso in Italia, dove un tributo a Bacon mancava dal 1993, che punta a documentare l'intera parabola creativa dell'artista maledetto attraverso un centinaio di opere quasi tutte inedite per l'Italia, selezionate sotto la cura di Rudy Chiappini.
Ottantadue dipinti che comprendono anche dittici e trittici abbinati a una quindicina di disegni e altrettanti oggetti che fanno parte del materiale d'archivio.
Una rassegna che permette di cogliere tutte le tinte fosche del personaggio Bacon, la sua sensibilità oscura e dolorante, violentemente riversata sulle sue opere, tragiche, popolate di immagini di cruda drammaticità sempre in bilico tra un'energia straripante e la disperazione.
Un po' mito, un po' misticismo, un po' acida realtà, in Bacon convivono tutte queste valenze, che ne fanno, come per Jackson Pollock, un artista da film, da [...]

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