Antonia, un'amica in ospedale - "Storia di Marco" (Il tempo del male, il tempo del bene)

Antonia, una volontaria che diventa la maestra di italiano di Marco durante il suo ricovero in ospedale, riesce a diventare amica di quel bambino forte, schivo e riservato.
Fuori la nebbiolina grigia di novembre, dentro noi due, nella stanzetta ovattata dai rumori.
Leggiamo insieme la Divina Commedia, il suo canto preferito è quello di Caronte.
L’illustrazione scura del traghettatore di anime che naviga con la sua barca in acque torbide lo attira, la esamina serio, vuole afferrarne ogni particolare.
Ascolta affascinato mentre leggo, puntandomi addosso i suoi occhini neri, che spiccano troppo in quel viso così pallido.
…A volte nella stanza aleggia l’ansia, una paura palpabile, che magari la settimana dopo diventa gioia per un miglioramento visibile.
Ma anche quando non sta bene, con la chemioterapia al braccio, Marco non rinuncia ad ascoltare quelle letture che gli piacciono tanto, è attento.
Forse quelle pagine lo aiutano a sognare di essere altrove, lo trasportano in luoghi che può solo immaginare, lo sollevano dal peso della sofferenza che lo tiene legato a un letto d’ospedale.
…Il lunedì mattina mi attende con ansia.
La prima interrogazione la fa lui, chiedendomi delle mie figlie, delle mie baruffe in casa, di quello che ho fatto durante la settimana.
Gli racconto tutto della mia vita, voglio che vi partecipi anche lui, che per qualche istante riesca a uscire con la mente da quella stanzetta d’ospedale, per arrivare in una casa qualunque, e vedere che ovunque la vita è uguale.
Sul letto, con le gambe incrociate, ascolta i miei sfoghi, mi esorta ad avere pazienza, a sopportare le mie piccole pene.
E io imparo da un bambino malato a essere più tollerante in casa, a non lagnarmi per ogni banalità, pensando a lui, che non si lamenta mai.
 

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