Antonio Montanari

Il 3 dicembre sul "Corriere Romagna" è apparsa una lettera, firmata da Alberto Cristofano: Una botta di conti, come dicevano i nostri vecchi, non fa mai male.
Dunque, il fondo Augusto Campana presso la Biblioteca Gambalunga è costato 500 milioni di lire alla Fondazione Carim nel 1998, 170 mila euro al Comune di Rimini secondo il progetto 2004 di sistemazione (quale la spesa effettiva?), ed i volumi non sono ancora accessibili al pubblico.
Saranno pubblicati in digitale sul web: ma chi paga, e quanto costa tutto il lavoro? In tempi di magra, questa botta di conti non è inutile.
Si chiama trasparenza.
Nessuno ha spiegato chi paga.
Sul "Ponte" datato 16 dicembre è apparsa questa lettera mia, che lo stesso "Corriere Romagna" ha ritenuto opportuno cestinare: A proposito di Augusto Campana e della Biblioteca Gambalunga di Rimini.
Mi vi sono recato il 13 ottobre per ricercare un suo saggio del 1931 che il vecchio catalogo a schede detto Staderini dà in due segnature.
Soltanto in una di esse c...

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