Appelli: Salviamo la ragione d'Israele

5 maggio 2010 Salviamo la ragione d'Israele Doppio appello  it aliano e francese contro la “resa” chiesta da J-Call J-Call, il nuovo movimento della sinistra ebraica europea promotrice di un appello molto duro sulle politiche di Israele, nasce in reazione a un articolo del premio Nobel per la Pace Elie Wiesel.
“For Jerusalem”, questo il titolo del commento di Wiesel apparso sul New York Times, è un inno all’ebraicità di Gerusalemme, ma da J-Call è stato interpretato come un aperto sostegno alla politica del governo Netanyahu, da mesi sotto pressione da parte della Casa Bianca.
A Wiesel all’inizio hanno risposto un centinaio di intellettuali di sinistra, da Avishai Margalit, fondatore di Peace Now, ad Avraham Burg, già presidente della Knesset e “apostata del sionismo”, che accusano Wiesel di sostenere la “colonizzazione” ebraica a Gerusalemme.
Poi è uscito l’“Appello alla ragione” di J-Call sul Monde: firmato da noti intellettuali ebrei come Alain Finkielkraut e Bernard-Henri Lévy, l’ex presidente svizzero Ruth Dreifuss e lo storico Pierre Nora.
L’Appello è stato subito accolto con grande favore anche da esponenti della sinistra israeliana, come gli ex ministri Yossi Sarid e Shlomo Ben-Ami, mentre è stato criticato duramente da ambienti vicini al governo Netanyahu.
Da Parigi arriva un altro appello, “Salviamo la ragione”, con il quale a J-Call hanno risposto altri pezzi da novanta della cultura ebraica europea.
Ci sono il grande studioso di razzismo Pierre-André Taguieff, la studiosa svizzera Bat Ye’or e il professor Shmuel Trigano, i quali affermano che J-Call “va contro i suoi obiettivi dichiarati: la democrazia, la moralità, la solidarietà della diaspora, la preoccupazione del destino di Israele”.
Spiegano che è inaccettabile l’idea di una “pace imposta a Israele sotto attacco” e “sotto la minaccia di sterminio pronunciata da parte della Repubblica islamica dell’Iran e dei suoi satelliti, al nord con Hezbollah, al sud con Hamas nella Striscia di Gaza”.
Da qui il loro giudizio secondo cui “la creazione di uno stato palestinese senza la conferma della volontà di pace del mondo arabo, senza eccezioni, esporrebbe il territorio di Israele a una debolezza strategicamente fatale.
Domani ‘Gerusalemme est’ e lo stato di Palestina saranno sotto il giogo di Hamas? Il rammarico dei firmatari di questo appello non servirà a nulla”.
“Penso che l’appello di J-Call per creare un movimento ebraico europeo che insegni agli israeliani come comportarsi sia [...]

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