Appello ad insegnanti, operatori scolastici e studenti giornata di lotta del 1 marzo

Siamo insegnanti e operatori del mondo della scuola.
Viviamo e insegniamo in Italia in anni in cui il rispetto per i migranti come persone subisce quotidianamente attacchi violentissimi.
Non solo da parti consistenti di una società in cui si è diffuso a livelli allarmanti un razzismo e un’intolleranza esplosivi, ma addirittura dalle istituzioni, che hanno proceduto negli ultimi anni a politiche sempre più discriminanti e vessatorie nei confronti dei migranti fino ad arrivare alla recente approvazione della legge razzista sul reato penale di clandestinità.
Nella scuola al progetto di istituire classi ghetto per i migranti ha fatto seguito l’introduzione del tetto razzista del 30% di alunni stranieri in ogni classe.
In queste condizioni, il riconoscimento del carattere meticcio di ogni società e del valore positivo attribuito all’incontro tra culture rischia di essere schiacciato dalla logica della gerarchizzazione razzista delle culture e dello sfruttamento dei migranti considerati unicamente come forza lavoro.
Noi, nel nostro lavoro educativo, siamo invece sempre partiti dal principio e dalla rivendicazione dell’uguaglianza dei diritti, dal riconoscimento delle culture, dal diritto alla libertà di movimento delle persone.
Per questo, nel quadro delle decisioni prese a Berlino nei giorni scorsi dalla Rete Europea Educazione (il cui appello europeo accompagnerà questo nostro italiano), sosteniamo l’iniziativa, partita dalla Francia e raccolta dall’Italia, Grecia, Spagna e altri paesi europei, “Primo Marzo 2010: 24 ore senza di noi” per il diritto al libero movimento e alla pari dignità e contro lo sfruttamento e il razzismo.
Il Primo Marzo renderemo concreto questo nostro sostegno intervenendo nel nostro lavoro, nella didattica, modificando i curricoli delle nostre materie di insegnamento.
Presenteremo ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze espliciti percorsi di intercultura, di storia e critica del razzismo, di approfondimento della storia della colonizzazione e dello sfruttamento del lavoro migrante, di geografia economica, ascolto di musica etnica, pittura, ricerca, produzione di qualsiasi tipo di materiale attinente in maniera figurativa e narrativa.
Sottolineeremo nelle materie curricolari gli elementi che possano rafforzare percorsi di riconoscimento dell’Altro come persona, come lavoratore e lavoratrice, come studente e studentessa dotati di eguali diritti.
Dichiareremo pubblicamente la nostra scelta e renderemo in questo modo tangibile il nostro impegno al fianco e insieme ai [...]

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