Appello ai cervelli (direi, meglio usarli che venderli su ebay)

BIBLIOTECA BTM: appello ai cervelli   Ragazze e ragazzi In questo periodo ci siamo impegnati, per quanto ci è stato possibile, con azioni concrete per migliorare le condizioni in cui riversa la situazione del nostro servizio bibliotecario.
Abbiamo distribuito volantini di informazione sul problema; abbiamo convocato un’assemblea per discutere con studenti e professori; e interpellato il Direttore Amministrativo dell’Università.
Abbiamo portato la nostra istanza al Consiglio di Amministrazione; reso partecipi professori interessati e le persone direttamente coinvolte, il Presidente, la Direttrice e gli altri operatori che lavorano in biblioteca.
Abbiamo raccolto firme per dimostrare agli organi competenti quanto gli studenti sentissero il disagio.
Siamo riusciti a portare gli ingegneri responsabili del progetto e il Direttore Amministrativo fin da noi, nella Facoltà di Scienze M.F.N..
Hanno riesaminato e preso atto della situazione, ci hanno entusiasmato con le loro prese di posizione a nostro favore, col loro interessamento, con le loro promesse di pronto intervento.
Il risultato è che oggi la biblioteca del BTM (bio-geo-ambientale) è sull’orlo della chiusura, a causa di gravissimi problemi legati alla sicurezza  e alla situazione insostenibile nella gestione del servizio bibliotecario, ma soprattutto grazie al fatto che le promesse che ci hanno fatto si sono perse fra fogli burocratici e dimenticanze nei consigli di amministrazione.
Questo sarebbe sicuramente il momento adeguato per reagire insieme ed in maniera decisa.
A nostro parere la situazione attuale è sintomo di un problema più ampio e profondo presente in tutto il sistema universitario, qui a Genova e in tutta Italia.
Qualcuno potrebbe infatti dire che questa non è neanche la punta dell’iceberg, come ci è già stato detto.
Che l’Università ha problemi ben più gravi e prioritari.
Come il buco nel bilancio universitario (siamo arrivati a quota 40 milioni di euro!), come i problemi di fondi del Ministero.
Ma bisogna partire dai problemi locali, da quelli più direttamente alla nostra portata e che fanno parte della nostra quotidianità se vogliamo vedere qualcosa di nuovo, concreto e migliore.
E il problema che noi abbiamo portato avanti è quotidiano, ci riguarda direttamente ed è alla nostra portata.
Allora la mia domanda è se vogliamo continuare a “sopravvivere” in questo stato di cose, sopportando tutto senza reagire, ad assistere come distratti spettatori alla quotidiana sospensione del nostro diritto allo studio, con la sottrazione [...]

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