Aquarius, Msf: no a bracci di ferro sulla pelle dei migranti

Roma, (askanews) - Dietro alla crisi della nave Aquarius di Sos Mediterranée, ferma da oltre 24 ore in mare a 35 miglia circa dalle coste italiane e 27 miglia da Malta - che la Spagna si è offerta di accogliere - c'è un negoziato politico che è in corso ormai da anni su quali paesi debbano accogliere i migranti soccorsi in mare: a spiegarlo è Marco Bertotto, Responsabile Advocacy & Public Awareness di Medici Senza Frontiere Italia (Msf), l'ong medico-umanitaria che è presente a bordo di Aquarius.
"Non si può fare un braccio di ferro politico sulla pelle di 629 persone, quindi ben venga una discussione sulla responsabilità delle autorità non solo italiane e non solo maltesi ma europee ben venga una discussione su come superare anche il paradosso per cui è lasciata al soccorso in mare la sorte di queste persone senza affrontare un tema che è quello vero che è di consentire a queste persone di raggiungere con canali legali e sicuri l'Europa, ma in questo momento ci sono 629 persone abbandonate a sé stesse nel Mediterraneo ed esiste per tutti e deve esistere una sola priorità che è quella di concedere loro un porto sicuro e garantire cure e assistenza nel minor tempo possibile".

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