Arash, il nonno e le mandorle

Arash fa il ricercatore all'Università di Padova, torna in Iran una volta l'anno e non manca mai di andare a far visita a suo nonno.
Suo nonno abita in un piccolo villaggio a nord di Teheran e per vivere coltiva un fazzoletto di terra dietro casa.
Arash, quando arriva al villaggio del nonno, torna indietro nel tempo, alla sua infanzia, quando passava con i nonni lunghi periodi di vacanza.
Nell'orto del nonno c'è un vecchio mandorlo che allieta la vista con la sua fioritura quando l'inverno sta finendo e sulle montagne intorno c'è ancora qualche traccia dell'ultima neve, e offre poi abbondanti i suoi frutti in autunno.
Lo scorso autunno Arash era da suo nonno.
Una mattina gli ha chiesto di aiutarlo a raccogliere le mandorle, da mettere ad asciugare per i dolci invernali.
Arash ha battuto i rami con una lunga pertica, seguendo le istruzioni del vecchio e poi ha raccolto da terra, minuziosamente, ogni mandorla caduta.
Il nonno guardava con quanta cura il nipote eseguiva il lavoro, ma quando Arash gli porta il cesto pieno dei frutti raccolti, lo riprende severamente.
Negli occhi del vecchio si leggeva una grande delusione.
"Perchè nonno non sei contento?" chiede Arash.
Arash aveva raccolto tutte le mandorle, l'albero era spoglio di frutti e per terra non ce n'era nemmeno una.
"Come pretendi che la vita di quest'angolo di mondo possa continuare, se ti appropri di tutti i frutti cresciuti su questo albero.
Noi possiamo fare a meno di qualche mandorla, ma gli animali, gli scoiattoli, i piccoli roditori del bosco, di cosa si ciberanno? Andranno a cercare da mangiare altrove e la nostra terra verrà abbandonata, il suo ciclo vitale verrà compromesso per sempre per colpa della nostra ingordigia e della nostra avarizia." spiega il nonno.
Questa è solo una piccola storia che Arash mi ha raccontato, possiamo cambiarci i personaggi, i luoghi, le cose, ma l'atteggiamento umano, di quegli umani cresciuti come noi in questa parte di mondo e in questo tempo, rimane lo stesso e si ripete continuamente ogni giorno, in ogni azione che facciamo.
Il nonno di Arash è l'ultimo testimone di un'umanità che aveva preso in consegna il mondo e voleva consegnarlo intatto, e forse migliore, alle future generazioni.
Arash ha imparato la lezione.
E noi?

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