Archeologia/ Pompei, Uil denuncia commissario a Corte dei Conti

Archeologia/ Pompei, Uil denuncia commissario a Corte dei Conti Per illeciti nell'impiego di risorse pubbliche  Roma, 20 ago.
(Apcom) - Il segretario generale del coordinamento nazionale Uil Beni e attività culturali, Gianfranco Cerasoli, denuncerà la gestione commissariale del parco archeologico di Pompei alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità nell'impiego di risorse pubbliche.
"Oggi mi sono recato a Pompei per rendermi conto della cosiddetta 'cura Profili' - ha detto Cerasoli alludendo al nuovo commissario dell'area, il prefetto Renato Profili, nominato da poco dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi - e devo dire francamente che dopo aver letto il capitolato di appalto con il quale Profili ha deciso l'affidamento a vigilantes privati alcune zone degli scavi mi sorge il dubbio circa la liceità dell'operazione che ha un costo abnorme, non giustificato in presenza di risorse di personali più che sufficienti a garantire l'apertura delle Domus chiuse".
"In più - aggiunge - stamani il soprintendente Guzzo ha dichiarato nel corso della riunione sindacale che la Soprintendenza non ha un solo centesimo in cassa e non esistono neanche i 40 milioni di euro destinati alla gestione Commissariale".
Nei giorni scorsi, infatti, il commissario ha emesso un decreto (n.
55 di protocollo) con il quale ha indetto una gara a licitazione privata per l'istituzione del servizio di vigilanza privata per il piantonamento degli ingressi principali e itineranti, per quelli secondari per l'area archeologica di Pompei: per la Uil "è del tutto evidente che l'operazione di inserimento di vigilantes privati risponde a due logiche, fare operazioni di facciata e di rispondere a sollecitazioni territoriali.
Infatti - denuncia Cerasoli - è veramente grave che venga indetta una gara per l'assunzione di sette vigilantes privati con un un importo a base d'asta pari a 720.000 euro al netto di iva con un costo mensile per 12 mesi di60.000 euro sempre a netto d'iva, pur in presenza di risorse umane interne alla soprintendenza già individuate a seguito degli incontri con il soprintendente Guzzo di almeno 30 unità a costo zero".
"In questo caso non c'è stata alcuna intesa tra Guzzo e Profili con il risultato che appare assurdo dilapidare circa 860.000 euro per una operazione di facciata quando il sito di Pompei ha bisogno di risorse per poter effettuare restauri e tutela dell'area archeologica più importante al mondo".
"Porterò questa grave decisione - conclude il segretario - all'attenzione del [...]

Leggi tutto l'articolo