Aria cilena in Abruzzo!!

L’inutile decisionismo che scontenta tutti “Dopo il terremoto è arrivata la Protezione civile”.
La frase viene lasciata cadere lì, con leggerezza.
Ma leggera non è.
È un segnale evidente del malumore che sta montando nei campi degli sfollati del sisma del 6 aprile in Abruzzo.
Cominciano a essere evidenti i punti di attrito fra la macchina decisionale centralizzata messa in piedi dal sottosegretario Bertolaso in questo territorio.
Continui controlli dei documenti, posti di blocco, coprifuoco in tutto il territorio dopo le 20, di fatto anche se non dichiarato, privazione di ogni potere decisionale e di “concerto” degli organi elettivi locali, braccialetti di riconoscimento in alcuni campi e in tutti gli altri pass e controlli ogni pochi passi.
«È asfissiante - spiega uno dei ragazzi della rete “3 e 32” che sta promuovendo la nascita dei comitati di cittadini -.
Abbiamo avviato il sito e iniziato i primi incontri.
Sarà un caso ma sono arrivati subito in casa i carabinieri a chiederci i documenti e cosa stavamo facendo lì.
In casa, a casa mia».
(…) 06/05/2009 - Fonte: http://www.terranews.it/news/2009/06/la-protesta-dei-miti-manda-all%E2%80%99aria-il-decreto Un commento inviato a un sito web.
Ho visto l’Aquila.
(…) Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits.
(…) Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola “cazzeggio”.
A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato.
La città è completamente militarizzata.
Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8.
(…) Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.
(…) È come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla.
(…) Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto (…) mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente".
Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire.
(…) Domani scriverò cose su internet [...]

Leggi tutto l'articolo