Aria pura. Insieme possiamo farcela

a cura di Beppe Tassone (Europa 1) - Sostengono gli analisti economici che il danno prodotto al solo settore turistico dalla triste e squallida vicenda dei rifiuti della campani ammonti presumibilmente intorno ai mille miliardi di euro, poco meno di duemila miliardi di vecchie lire! Una cifra incredibile, spalmata, purtroppo, su tutto il territorio nazionale, con rischi di ricadute anche su altri settori, da quello agricolo a quello commerciale proprio per gli effetti a cascata che vicende come quella campana provocano sia sulla richiesta interna, sia su quella straniera.
Non a caso molti giornali hanno riportato una fotografia, scattata in un mercato straniero, nel quale si assicurava che i prodotti agricoli non provenivano dall’Italia, con una generalizzazione gravissima e pesantissima, rispetto alla delimitazione geografica delle aree compromesse da discariche con rifiuti nocivi e pericolosi, ricoperte da orti o da pascoli.
Sul turismo la vicenda è simile: quando si deve programmare un viaggio si pensa al Paese nella sua interezza, più che alla sola zona nella quale si desidererebbe andare, così è stata l’Italia intera ad essere colpita dalla pubblicità negativa di aree occupate da immondizia, maleodoranti ed a rischio epidemia.
A Pasqua questo fatto si è toccato con mano con una diminuzione delle presenze e la stagione estiva è alle porte…A questo fatto occorre aggiungere la crisi economica internazionale, condita, nelle nostre vicende interne, dall’incertezza politica che non è mai foriera di ottimismo, ma che ingenera ulteriori chiusure nella borsa della spesa, con conseguenti crisi a catena.
Occorre uscire da questa situazione, anche se la ricetta non è delle più facili e la strada da percorrere non è delle più semplici.
Il turismo, infatti, è, dopo l’abbigliamento, il primo settore ad essere colpito dalla minore capacità di spesa delle famiglie ed è il primo a risentire delle incertezze della nazione che lo propone: due cause che, condite insieme, provocano una miscela esplosiva proprio nel nostro Paese.
In effetti il turismo tradizionale, quello degli alberghi e dei villaggi vacanza, sta segnando pesanti cali, nonostante riesca ad offrire un Paese diverso da quello reale, utilizzando la capacità di proporre l’immaginario di tanti animatori in gamba in grado di costruire realtà che ben si differenziano da quanto circonda i confini dell’azienda turistica.
Questo non basta: negli anni sessanta la gente in vacanza cercava il voluttuario ed il posticcio, in questo inizio di secolo, invece [...]

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