Arisa nel paese delle meraviglie "Ho vinto grazie a mamma e papà" (rep.)

La cantante si è aggiudicata anche il Premio della critica "Mia Martini" "Sono felice per i miei genitori, fanno una vita umile, se lo meritano" dall'inviato ALESSANDRA VITALI Arisa commossa al momento della vittoria SANREMO - E' difficile vincere la diffidenza e accettare che possa esistere davvero una così.
Magari durerà poco ma almeno per adesso Arisa, 27 anni, al secolo Rosalba Pippa, nata a Genova e cresciuta a Pignola in provincia di Potenza, la vincitrice della categoria Proposte di questo 59esimo Festival di Sanremo, è esattamente quella che vedi, e pensa veramente quello che dice.
"Ho realizzato il mio sogno: cantare al Festival di Sanremo.
Poi, tutto quello che è venuto è stato un dono dal cielo e dalla terra.
E sono contenta per i miei genitori, che hanno fatto e fanno ancora una vita molto umile.
Se lo meritavano".
Alla vittoria, si è aggiunto il Premio della critica "Mia Martini", assegnato dai giornalisti accreditati al Festival.
Buffa, tenera, più vicina a un fumetto, a un cartone animato, a un'illustrazine che a una ragazza in carne ed ossa, fin dalla sua prima apparizione ha conquistato il pubblico, per originalità, bravura, stralunatezza.
E quando, all'indomani della vittoria, si presta ai cronisti per la rituale conferenza stampa riservata ai vincitori, conferma tutte le sensazioni.
Il suo look "è un pochino più ricercato adesso, perché dovevo venire a Sanremo" ma a lei piace "essere buffa", perché "è così che mi sento, mi vedo più simpatica e carina, mi porta ad avere un rapporto più diretto con la gente", "se qualcuno mi dice sei bella non ci credo, si incrinano i rapporti".
Certo, non è che venga propriamente da Marte: è una delle artiste selezionate da SanremoLab, nel 2007 ha vinto una borsa di studio come interprete al Cet di Mogol, il brano Sincerità fa parte dell'album di esordio uscito il 20 febbraio.
"Ho avuto la fortuna di poter contare su un gruppo di persone che ha creduto in me" dice, e cita i produttori Maurizio Filardo e Giuseppe Mangiaracina con la loro etichetta MAFI, e Giuseppe Anastasi, autore principale dei testi dell'album, oltre che suo fidanzato.
Leggera e sconclusionata, sfiora la genialità con le sue battute ingenue: "Ma adesso che ho ricevuto il Premio della critica, che devo fare? Stasera devo fare finta che non lo so?".
Poi intenerisce quando dice che questa vittoria la deve e la dedica ai suoi genitori: "Da ieri sera è successo di tutto, mi hanno detto che stamattina davanti all'Ariston stavano intervistando mio padre...
I miei non fanno una vita di [...]

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