Arresto cardiaco

Perdonate amici, se troppo lungo.
Ho cercato di sintetizzare il più possibile, ma non potevo tagliere più di così.
Questa storia è veramente accaduta, con nomi diversi, per salvaguardare la privacy.
All'epoca ne parlarono anche i giornali locali: Maria, mentre era in palestra, all’improvviso, si spense.
Arresto cardiaco.
In quel preciso istante, stava entrando in palestra un cliente speciale.
Era il medico condotto di un paese distante una decina di chilometri.
Perché aveva scelto una palestra così lontana? Il dottore, appena entrato in palestra, fu attirato dalle grida delle donne che avevano visto Maria stramazzare al suolo.
Si precipitò su quel corpo inanimato e tentò la rianimazione.
Un gran pugno sul petto, Maria accennò una lieve ripresa…poi più nulla.
Fu chiamato l'elicottero di «Pronto Emergenza», e nel frattempo il dottore proseguì la rianimazione, 25 minuti senza soste, massaggio e respirazione… fino all'arrivo dei suoi colleghi (quelli dell'elicottero).
Io arrivai proprio assieme ai soccorsi, avvisato dal titolare della palestra.
La vidi stesa sul pavimento, a petto nudo (mi sembrò di vederla tutta nuda!), esanime, bianca (immagine che torna spesso nelle mie notti insonni)… L’infermiere strappò via il medico che, ormai in trance, proseguiva meccanicamente il massaggio e la respirazione e non voleva più staccarsi da Maria; dei due medici nuovi arrivati il primo, dopo averla auscultata, si rialzò scuotendo la testa e si allontanò mesto, l'altro (perché?) decise di applicare il defibrillatore e diede corrente… Vidi il suo corpo saltare sul pavimento della palestra (come se una grande mano l'avesse lanciata per aria) e poi afflosciarsi, come una bambola di pezza, senza vita, senza muscoli o scheletro; pochi attimi, poi un'altra scossa… Un altro gran balzo, più alto del primo.
Nessuna reazione.
I sanitari iniziarono a smontare le apparecchiature con apparente svogliatezza.
Il medico si chinò sul suo petto nudo per l’ultima auscultazione e dopo un attimo gridò «c'è!» ed ancora più forte «c’è».
Immediatamente tutti si diedero da fare: in pochi secondi la intubarono, la caricarono sulla barella e la portarono via mentre l’infermiere continuava a pompare aria col palloncino… Il primo medico, sudato, con la camicia fuori dai pantaloni, ansimante per lo sforzo profuso, scoppiò in lacrime e mi abbracciò (non ci conoscevamo, non ci eravamo detti una parola, ma tant'è…).
Asciugai le mie lacrime e strinsi la mano allo sconosciuto salvatore di mia moglie.
Poi la corsa in [...]

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