Arriva la mini-laparoscopia, i buchini diventano 'punti' Per tumori rene interventi conservativi senza tagli nè cicatrici

I buchini della laparoscopia si riducono della metà e diventano 'punti' di 3 millimetri di diametro, almeno negli interventi di urologia eseguiti dai chirurghi con maggiore esperienza, con una tecnica che sarà al centro di numerose presentazioni al 31/o Congresso Europeo di Urologia, in programma a Monaco di Baviera da domani a martedì 15.
In Italia, a Peschiera del Garda (Verona) è stata appena operata con questa 'mini laparoscopia' Elena, una ragazza di 22 anni, di Catania, affetta da una fibrosi che bloccava l'uretere e le impediva di urinare.
La sua vita sembrava segnata: per urinare avrebbe dovuto utilizzare a vita un tubo che le era stato inserito nell'addome.
L'alternativa? Ricorrere a un' operazione che le avrebbe lasciato una cicatrice di oltre 20 centimetri.
L'equipe di Gaetano Grosso, alla Clinica Pederzoli di Peschiera del Garda, attraverso alcuni micro buchini di 3 millimetri di diametro, in 2 ore e mezzo le ha ricostruito internamente l'uretere utilizzando 10 centimetri dell'appendice.
Dopo 7 giorni di degenza e 2 di convalescenza Elena sta bene.
"E' un approccio che dà importanti i vantaggi - spiega Grosso - e garantisce al paziente degenza e convalescenza ancora più brevi, minor trauma e dolore, infezioni e complicazioni sempre più rare.
Molto importante, poi, l'aspetto estetico: l'assenza di una cicatrice di grandi dimensioni lasciata da un intervento di chirurgia tradizionale rappresenta un altro vantaggio".
Con la 'mini-laparoscopia' nel Centro di Peschiera è stato operato con successo anche un ragazzo di 17 anni affetto da sindrome dello schiaccianoci, malformazione che porta alla compressione della vena renale con sanguinamenti e dolori.
"Ma la mini laparoscopia - aggiunge l'urologo di Peschiera - viene utilizzata anche per il tumore del rene, organo che oggi viene conservato, e non asportato, nel 70% dei casi".
In particolare, il tumore del rene è in forte aumento: i nuovi casi ogni anno in Italia sono circa 15.000, una cifra più che raddoppiata in 10 anni.
Fonte: www.ansa.it

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