Arroganza made Usa

Come sulla tragedia del Chermis che tutti conosciamo, anche per la vicenda Calipari gli Stati Uniti non hanno smentito la loro natura intrinseca: quella di superpotenza mondiale orgogliosa di esserla.
Si perchè tralasciando i discorsi banali e la facile retorica, assistiamo ad un ennesimo schiaffo morale, per di più pubblico, inflitto al nostro paese.
Senza nessuna possibilità di replica, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha accolto con benevolenza il "dispiacere" della Rice (che carini questi americani!) nonostante nessun vero mea culpa fosse giunto dall'intera amministrazione Bush.
Peccato, se pensiamo al modo oscuro con il quale sono state applicate le cosidette "regole d'ingaggio" nel caso dell'attentato di Bagdad...La macchina a non più di cinquanta km orari non faceva presagire un attentato kamikaze, in più la velocità con cui si è passati dalle prime raffiche d'avvertimento alla scarica di proiettili non farebbero dormire sonni tranquilli a chi ha la responsabilità dell' intera vicenda.
Non certo le truppe ed il governo italiano, nè tanto meno la Sgrena e Calipari oppure l'autista.
La colpa è solo di chi ha sparato all'impazzata provocando la morte di un eroe innocente.
Invece gli Stati Uniti non fanno alcun passo indietro preferendo sentenziare sui particolari, concedendo al massimo un formale cenno di dispiacere, per non dire "Non ce ne frega davvero nulla..."! Al di là della facile retorica, l'arroganza dell'America nel corso della storia continu senza vergogna..." D'altronde non conviene mettersi contro i paladini della libertà....!

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