Assalto al portavalori a Turate, bracciante capo della banda accusato di colpi in tutta Italia

Cronaca 25 ottobre 2014 Assalto al portavalori a Turate, bracciante capo della banda accusato di colpi in tutta Italia La conclusione delle indagini sulla rapina di Turate e l’ordinanza di custodia cautelare che lo accusa di aver fatto parte di una banda che commetteva rapine con sequestro di persona ad autotrasportatori (FOTO) di Paola Pioppi Turate (Como), 25 ottobre 2014 - La conclusione delle indagini sulla rapina di Turate (FOTO/VIDEO) e l’ordinanza di custodia cautelare che lo accusa di aver fatto parte di una banda che commetteva rapine con sequestro di persona ad autotrasportatori.
Provvedimenti che nel giro di pochi giorni sono stati notificati ad Antonio Agresti, 43 anni, formalmente bracciante agricolo di Andria, provincia di Bari, di fatto ritenuto uno dei due organizzatori del colpo da oltre dieci milioni di euro di Turate, realizzato l8 aprile 2013, e ora anche di molti altri episodi commessi in giro per l’Italia.
Il sostituto procuratore di Como Antonio Nalesso, ha notificato la chiusura delle indagini a lui e a Giuseppe Dinardi, 51 anni di Cologno Monzese, entrambi detenuti da metà gennaio, quando gli venne notificata l’ordinanza di custodia cautelare che già conteneva tutte le accuse formalizzate ora.
Non solo l’assalto con banda armata – i cui altri componenti non sono ancora stati identificati, e per i quali è ancora aperto uno stralcio dell’indagine – ma anche i sei tentati omicidi delle guardie giurate della Battistolli, la società che stava trasportando il carico assaltato sulla A9, che per alcuni minuti furono bersagliati da scariche di mitragliatori kalasnhikov puntati contro i parabrezza, con il rischio che cedessero.
Ai due uomini, ritenuti i due organizzatori della rapina – in particolare, Agresti per la regia dell’attacco, Dinardi per la logistica – viene contestata una lunga lista di altri reati, che vanno dal furto aggravato dei mezzi usati per raggiungere Turate, per fuggire e per bloccare l’autostrada durante l’assalto, la ricettazione delle armi, il blocco della circolazione stradale, il danneggiamento del guard rail da cui sono scappati.
Atti alla mano, i difensori dovranno decidere se la strada più conveniente è un rito abbreviato o un dibattimento nel quale produrre ulteriori prove e testimonianze.
Intanto però, ad Agresti è arrivata un’altra accusa: quella di aver fatto parte di una banda specializzata in assalti ai tir, con sequestro degli autisti.
Indagine coordinata dalla Dda di Bari e condotta da Squadra Mobile e Carabinieri, arrivata ora [...]

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