Assegno di ricollocazione, slitta a maggio l'avvio

Slitta a maggio l'entrata a regime dell'assegno di ricollocazione, che era stato previsto per il 3 aprile scorso.
Lo prevede una nuova delibera Anpal, Agenzia Nazionale Politiche Attive per il Lavoro che sposta la partenza del contributo per i disoccupati senza peraltro fissare una nuova data.
Le cause del rinvio sono da attribuire a problemi di adeguamento del sistema informatico da parte dei patronati che hanno richiesto tempi più lunghi del previsto.
A QUANTO AMMONTA – L’assegno di ricollocazione va da mille a 5mila euro se il disoccupato trova un nuovo impiego a tempo indeterminato, apprendistato compreso.
Da 500 a 2.500 euro se si firma un contratto a termine di almeno 6 mesi.
Nelle regioni considerate “meno sviluppate” (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) si può scendere a 250 fino a 1.250 euro se si instaura un rapporto a tempo tra i tre e sei mesi.
L’entità dell’assegno varia anche a seconda della difficoltà di reinserimento occupazionale dell’interessato, stabilita nella fase di profilazione.
Si terrà conto, tra l’altro, di età, sesso, livello di istruzione, collocazione geografica, precedente esperienza lavorativa.
CHI NE HA DIRITTO – L’assegno può essere richiesto non solo da chi ha diritto alla Naspi da almeno quattro mesi ma anche dai beneficiari del Reddito di inclusione e dai lavoratori in accordi di ricollocazione.
L’importo dell’assegno non viene erogato alla persona disoccupata ma al soggetto che si prende in carico il lavoratore; viene corrisposto solamente a risultato occupazionale acquisito.
Una novità appena introdotta riguarda la procedura prevista dall’ultima manovra grazie alla quale il servizio può essere anticipato per i lavoratori già in Cigs.
LA PROCEDURA – Una volta che il disoccupato presenta domanda, sceglie chi eroga il servizio di assistenza: può essere un centro per l’impiego o un ente accreditato ai servizi per il lavoro.
La richiesta dell’assegno è volontaria e si può presentare anche in via telematica.
Il centro per l’impiego, entro 15 giorni, deve decidere se rilasciare o meno l’assegno dopo le verifiche.
Se viene accettato si deve quindi elaborare il Patto di servizio personalizzato e il programma di ricerca intensivo.
A quel punto il disoccupato deve partecipare agli incontri concordati e deve accettare le offerte congrue di lavoro ricevute.
Se rifiuta può andare incontro a sanzioni che partono da una prima riduzione dell’assegno e arrivano alla sua perdita totale.
COME OTTENERE [...]

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