Assestamento di bilancio, Galli (Lista Maroni): Regione penalizzata da legislazione nazionale

«Con costi lombardi, risparmio di 82 miliardi» «La prima manovra di assestamento si colloca in un momento di crisi economica ancora in atto e trova la Regione responsabilmente mantenere inalterata la realizzazione del Programma Regionale di Sviluppo (PRS) nei cinque anni del mandato.
La manovra tiene conto della definitiva entrata in vigore del vincolo costituzionale del pareggio di bilancio e il conseguente divieto di prevedere investimenti coperti con debito.
Dal rendiconto del 2015 abbiamo avuto modo di constatare che il nostro Ente ha potuto ricorrere e finanziare per l’ultima volta gli investimenti attraverso l’indebitamento, perché la norma finanziaria statale del pareggio di bilancio toglie la facoltà a partire da quest’anno.
Il mantenimento degli equilibri di finanza pubblica sottrae “agibilità” a una Regione virtuosa come la nostra».
Così Stefano Bruno Galli, a capo del Gruppo consiliare “Maroni Presidente”, sulla prima manovra di assestamento del bilancio della Regione Lombardia.
«La relazione di accompagnamento – prosegue Galli – mette in evidenza le difficoltà dei vincoli posti dalla normativa relativa al pareggio di bilancio che non consentono, con la normativa attualmente in vigore, di impegnare la spesa finanziata dall’avanzo vincolato 2015, pena un peggioramento dei saldi degli equilibri contabili.
Questa premessa per rappresentare le difficoltà che subisce il nostro Ente a causa di una insensibile legislazione nazionale opprimente, di cui anche il Collegio dei Revisori dei Conti ha preso atto.
Nonostante i vincoli non si è agito sulla leva tributaria, né sul bilancio di previsione né nel primo assestamento di bilancio e in particolare nella manovra si aggiorna il saldo finanziario, si rideterminano i residui e la giacenza di cassa, allineandoli al rendiconto appena approvato».
«Se analizziamo l’output pubblico, calcolato nell’analisi prodotta da Confcommercio su dati Istat (cioè quanto spenderebbe ciascun italiano per servizi pubblici in più di quanto spenderebbe se gli fossero offerti al costo più basso possibile), attualmente acquistato dai cittadini italiani di tutte le regioni se fosse pagato ai costi unitari sostenuti dai cittadini lombardi, si otterrebbe un risparmio di circa 82 miliardi di euro all’anno.
Tutto questo – conclude il capogruppo della Lista Maroni – riporta alla nota questione del “residuo fiscale” che lasciamo quotidianamente nella voragine del bilancio nazionale».

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