Associazione antimafie Rita Atria Nino Di Matteo: un'altra bocciatura ...sotto l'ombrellone

Nino Di Matteo: un'altra bocciatura ...sotto l'ombrellone lug 28 Scritto da: 28/07/2016 13:45  RSS Un’altra bocciatura per Nino Di Matteo, l’ennesima, dopo quella dell’8 aprile 2015, data in cui il CSM nominò tre Sostituti Procuratori alla Direzione Nazionale Antimafia (Di Matteo arrivò undicesimo in graduatoria senza oggettivi elementi che ne giustificassero una tale valutazione) e dopo il respingimento del TAR del Lazio al ricorso presentato dal PM proprio sulla stessa delibera del CSM (sentenza dell’ 8 Luglio 2016).
Martedì 26 Luglio il CSM nomina due nuovi Procuratori Aggiunti alla Procura Nazionale Antimafia (dal 2015 la PNA ha anche compiti di coordinamento in materia di antiterrorismo), e Nino Di Matteo, che aveva presentato domanda, ne resta fuori per non aver rispettato le formalità richieste affinché la sua domanda potesse essere presa in considerazione dal CSM. La Commissione Direttivi del CSM ha spiegato che la domanda del magistrato è da ritenersi “inammissibile” in quanto:  “Non ha allegato alla domanda l'attestazione dell'avvenuta richiesta del parere attitudinale ed ha presentato l'autorelazione senza avvalersi del modulo prescritto nel Testo unico sulla dirigenza”.  Il PM invero aveva già ottenuto un parere attitudinale positivo del Consiglio Giudiziario, che a Palermo fa capo alla Presidenza della Corte d'Appello, per la precedente partecipazione al bando da Sostituto Procuratore alla PNA, e che il PM aveva allegato alla nuova domanda da Procuratore Aggiunto sempre alla PNA.
Ma il bando in questione nel frattempo era stato modificato in alcune sue specifiche, rendendo pertanto necessario un nuovo parere attitudinale specifico.
Il Consiglio Giudiziario, diretto da Gioacchino Natoli, Presidente della Corte d’Appello, in assenza di una nuova richiesta di parere attitudinale da parte del PM, ha inoltrato il tutto al CSM, il quale vista la mancanza delle documentazioni richieste ha ritenuto la domanda inammissibile.
Emergono però casi analoghi, in altri concorsi interni per magistrati, in cui il Consiglio Giudiziario aveva provveduto ad inoltrare al CSM le domande prive di parere attitudinale, e in quei casi era stato lo stesso CSM a rimandarle indietro chiedendo ai Consigli Giudiziari di esplicitare il suddetto parere.  Una prassi che per Nino Di Matteo evidentemente non può valere.
Un cavillo burocratico quindi, ma che ne ha pregiudicato la richiesta.
E prima ancora la bocciatura come Sostituto Procuratore alla PNA.
Difatti Nino Di Matteo sembra proprio che di mafia non [...]

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