Atrani, Francesca travolta dal fango-

In poco più di una decina di frame ci sono gli ultimi attimi di vita di Francesca Mansi.
Sono quelli di un filmato della durata di ben 15 minuti girato da una delle finestre delle palazzine che si affacciano sullo specchio di mare che bagna Atrani.
Annamaria Santoro, ignara di ciò che stava accadendo in piazza, ha registrato il vomito di fango e detriti del torrente Dragone, soffermandosi poi sulla furia dell’acqua che defluiva persino dalla seconda arcata della piazza.
Lo ha fatto inconsciamente, ma il suo gesto servirà a dare una svolta alle ricerche.
A capire in che direzione intensificare i monitoraggi.
Le immagini, acquisite da ieri mattina dai carabinieri della Compagnia di Amalfi che indagano sulla tragedia di Atrani, sono state trasmesse anche dal Tg5 i cui tecnici sono riusciti a localizzare coi il fermo immagine la sagoma della ragazza.
Visibile, perlatro anche a velocità normale, mentre improvvisamente compare dinanzi a una Matiz di colore grigio su cui va ad impattare prima di scomparire nella marea di fango.
Ed è dopo circa sei minuti e mezzo di filmato, che compare una sagoma.
Tra il fango, sballottata dalla furia dell’acqua.
Per i familiari della ragazza non ci sono dubbi: quello è il corpo di Chicca.
Travolto, palleggiato su quelle onde che si riversavano in mare.
Dieci frame, non di più in cui compare qualcosa che non ha nulla a che fare con i tronchi d’albero, tavoli, sedie, suppellettili.
Prima le gambe, poi addirittura la testa.
Infine le braccia che vanno all’indietro prima di inabissarsi con l’onda di fango.
Scene raccapriccianti che saranno ora esaminate con attenzione dai tecnici della Procura di Salerno che indagano sull’accaduto.
E ieri, tra i monti da cui si sono staccati gli ore 10.000 metri cubi di fango e detriti, uno dei magistrati che coordina l’indagine ha svolto un sopralluogo aereo a bordo di un elicottero dei Vigili del Fuoco che si è incuneato fin su al Senito ridiscendendo dopo mezz’ora a valle sorvolando la vallata in cui scorre il torrente.
Con il sostituto procuratore Ernesto Sassano c’erano un ingegnere idraulico e un geologo.
Insieme, hanno ispezionato l’intera zona montana da cui si sono si sono staccate le colate di fango riversatesi poi nel torrente.
Ad Atrani, non si è persa la speranza di ritrovare il corpo della sfortunata 25enne.
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