Attacco della magistratura a Renzi e al piddì del malaffare? Siamo sicuri? di Eugenio Orso

In queste ultime settimane i casi giudiziari e mediatici che hanno investito il piddì di governo sembrano moltiplicarsi, da Siracusa a Lodi, dalla Campania alla Sardegna, ampliando lo spettro dei reati commessi (si va dalla detenzione di droga all’evasione fiscale).
Sappiamo tutti del rapporto perverso, nonché “familiare”, della ministra Maria Elena Boschi con le banche razziatrici e del legame, addirittura intimo e “sentimentale”, dell’ex ministra e lobbista Federica Guidi con il malaffare petrolifero.
Sulla questione del rapporto ormai “simbiotico” fra piddì e malaffare, ho già scritto un post dal titolo eloquente Malaffare e piddì, un binomio inscindibile, pubblicato il 3 di maggio su Pauperclass: http://pauperclass.myblog.it/2016/05/03/malaffare-piddi-binomio-inscindibile-eugenio-orso/ Non intendo riprendere in questa sede i contenuti dell’articoletto, nel quale sostengo quanto segue: “I demokrat del piddì, baluardo della democrazia contro il “populismo”, non si fanno mancare proprio niente, dagli inciuci con le banche in dissesto, per razziare il piccolo risparmio popolare, al pingue affare del petrolio e dello smaltimento dei rifiuti, dal “sodalizio” fruttuoso con le organizzazioni criminal-mafiose-camorriste, nell’Italia che diventa una grande Gomorra, agli appalti truccati, fino alla detenzione e (al probabile) spaccio di droga.” La corruzione, il corrompimento, all’interno di quella che è la principale entità subpolitica italiana collaborazionista della troika e della Nato, è un dato reale e le cronache giudiziarie lo dimostrano, di settimana in settimana, al punto che solo un cerebroleso potrebbe non accorgersene.
Su queste spinose vicende, che coinvolgono il governo del piccolo Quisling Renzi e i suoi amministratori sul territorio, s'innesta il “conflitto” fra piddì e magistrati, con la corrente di Magistratura democratica e l’Anm in prima fila, tanto che il presunto scontro potrebbe essere interpretato come un duro confronto fra la politica e il potere giudiziario, con il potere giudiziario che difende legalità, democrazia e costituzione contro gli “appetiti” totalitari del piddì renziano.
Ma è veramente così come appare? Epicentro dello scontro sembra essere il consiglio superiore della magistratura, in cui, dopo che il membro del Csm in quota piddì, Giuseppe Fanfani (già sindaco di Arezzo e parlamentare demokrat) ha manifestato l’intenzione di richiedere l’apertura di un’inchiesta per l’arresto del sindaco piddino di Lodi, Simone Uggetti.
Sono [...]

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