Attenti al lupo...

Venerdì 30 maggio 2003 Ieri sera sono venuti i ragazzi.
Massy, Pecio, e Giampi.
Io e Florian avevamo la riunione degli arbitri Csi e così alle nove e poco li abbiamo lasciati soli con l’incarico di registrarmi Zelig.
La riunione è una pizza ed io abbandono un po’ prima.
Prendo un po’ di gelato (offre Massy) e sono di ritorno.
Quando Florian arriva il gelato è già finito.
Lui si lamenta un po’ ma, poiché non ha ancora cenato, si consola con due uova al formaggio.
Si scherza.
Massy e Giampi lottano sul letto.
Giampi mi coinvolge e scivola fra letto e muro in trappola.
D’istinto mi morde un braccio.
Sul momento non ci do importanza ma poi anche Giampi si rende conto d’aver esagerato e si scusa.
È un morso profondo e per prevenire complicazioni blocco subito il versamento con acqua fredda e ghiaccio.
Anche dopo aver salutato i ragazzi non mi corico ma alterno ghiaccio fresco ogni mezz’ora.
Sul braccio un marcato rigonfiamento.
Mentre mi riguardo Zelig penso che devo proprio far loro un bel discorsetto.
E poi e poi… Vorrei proprio arrivare al nodo della questione: ad una lezione pratica di “come scherzare”.
O si sa scherzare sapendo che è un gioco oppure, se non si è capaci di scherzare come si deve, meglio evitare di “giocare”.
Sono le quattro di notte, il braccio non mi duole più e mi posso addormentare.
Oggi sono stato a casa dal lavoro.
Ho dormito pochissimo ed anche se il braccio sembra in via di guarigione non vedo il motivo di fare eroismi bancari.
Nel pomeriggio mi chiama Cristian.
La bimba ha il morbillo e chiede se posso accompagnarla dalla pediatra a S.
Damaso.
Dalla pediatra, alle volte si possono trovare file di venti persone e c’è da aspettare ore.
Oggi però siamo fortunati: solo tre persone ed appena la pediatra ci vede conferma la malattia e ci riceve subito per non contagiare gli altri bimbi.
La sera mostro le foto del battesimo di Asia.
Cristian ed Anna sono entusiasti.
Una buona idea rimediare al difetto degli occhi rossi con ritocchi col pennarello indelebile nero .
Oggi i ragazzi non si sono fatti sentire.
È un’eccezione, non chiamo.

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