Attenzione ai truffatori del poker online.... Non c'è niente da fare, ci cascano tutti prima o poi!!!

Da qualche tempo a questa parte, in Italia, partecipare a tornei di poker online con vincite in denaro è diventato legale.
Il poker rientra infatti nella più ampia categoria dei c.d.
“skill games”, ovvero dei giochi strategici e di abilità che sono stati autorizzati dall’Aams (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato).
Per fare altri esempi, sono skill games anche il sudoku, gli scacchi e il burraco.
Le piattaforme, o “poker room”, devono possedere determinati requisiti stabiliti dall’Aams cui devono consegnare una dichiarazione di uniformità per poter ottenere la concessione del gioco d’azzardo.
In questo modo si dovrebbe garantire un gioco sicuro in Italia ed evitare che i “rounders” italiani partecipino a giochi illegali e rischiosi su siti esteri.
Ma tutto ciò è sufficiente a garantire trasparenza e sicurezza? Purtroppo alcune esperienze estere dimostrano che il rischio di truffa è sempre dietro l’angolo.
Un gruppo di giocatori/hacker americani ha organizzato una vera e propria stangata ai danni di altri assidui frequentatori di due note poker room.
Il gruppo in questione agiva in questo modo: un “osservatore”, grazie ad uno speciale account, riusciva a vedere in tempo reale le carte degli avversari e passava l’informazione al “giocatore” che a quel punto era in grado di scegliere la soluzione vincente.
Fortunatamente le ingenti somme vinte hanno ben presto insospettito tutti i “rounders” e i giocatori/truffatori sono stati smascherati.
Tuttavia il rischio di bari tecnologici è difficile da cancellare.
Ci sono vari modi per barare/truffare in partite di poker online: - si possono inserire nel computer di un assiduo giocatore appositi programmi-spia che permettono di capire le sue mosse; - oppure ci si può accordare per creare una squadra di finti avversari che allo stesso tavolo inducono l’unico giocatore ignaro a rilanciare pesantemente.
Una reazione particolarmente drastica a questo fenomeno si è avuta nello Stato americano del Minnesota dove è stato chiesto ai provider, cioè alle compagnie di telecomunicazione, di bloccare l’accesso ai siti di gioco d’azzardo.
Tale pesante misura, motivata sulla base dell’esigenza di “tutelare i diritti individuali ed evitare il consolidamento di organizzazioni criminali”, ha immediatamente suscitato le reazioni dei giocatori di poker che si sentono “accusati” di praticare uno gioco illegale.
Questa reazione ci appare esagerata.
Tuttavia riteniamo sia necessario avvertire tutti gli appassionati di poker che il [...]

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