Attilio Mangano,"Le intermittenze del cuore" di E.BORGNA

Attilio Mangano Eugenio Borgna, LE INTERMITTENZE DEL CUORE Feltrinelli - 2003 RECENSIONE ripresa da Psicanalisi Book shop 2OO4 Negli orizzonti della psichiatria si nascondono emozioni segnate, e sigillate, dalla vertigine del dolore e dell'angoscia, della speranza e della disperazione ...
IL PASSATO E' PRECIPIZIO, L'AVVENIRE E' LA MONTAGNA C'é una struggente bellezza nell'ultimo libro di Eugenio Borgna , "Le intermittenze del cuore" che impedisce di ricorrere a una recensione convenzionale e regala suggestioni di ordine diverso.
Perché siamo in presenza sotto certi aspetti di una specie di manuale di psichiatria fenomenologica- che studenti e specialisti possono usare opportunamente- e però al tempo stesso entriamo nel vivo di una storia di "esempi" di dolore e di malattia in cui ritroviamo personaggi "famosi" (Fedor Dostoevskij, Antonia Pozzi,Sylvia Plath), adolescenti anoressiche, depressioni, psicosi, trapianti di organi,allucinazioni visive e auditive: una casistica che rivela il suo segreto nella capacità di passare dalla psicopatologia alle "emozioni" di tutti ( l'amicizia, la tenerezza, il desiderio d'amore, la malinconia, le lacrime), sicché il patologico si manifesta come blocco, arresto,chiusura, di quelle stesse emozioni ma al tempo stesso solo una capacità di porsi il problema dell'altro e delle sue emozioni può consentire un approccio che sia davvero terapeutico.
C'é forse , per qualche lettore più ingenuo e accomodante,il rischio di leggere il tutto come un inno all'amore e al sentimento di buona volontà, come se di per sé un sentimento d'amore per l'altro sia la miglior cura per la stessa psicopatologia.
Ma questo é un fraintendimento possibile, non la tesi di Borgna, che affida alla farmacoterapia " la condizione curativa essenziale" ma segnala appunto come il trattamento psicoterapeutico comporti una discesa nella vita emozionale dei pazienti che sia anche saperla riascoltare dentro di sé.
In realtà l'aspetto innovativo del lavoro di Borgna va individuato nel supporto filosofico stesso con cui ci si interroga sul rapporto tra malattia e interpretazione: " la psichiatria non é la neurologia", dice il titolo di un paragrafo, anche la tesi apparentemente più "neutrale" per cui ogni funzione psichica si esaurisce in funzioni cerebrali, ha in sé premesse filosofiche.
Borgna si richiama apertamente alla filosofia ermeneutica da un lato e alla fenomenologia di Husserl dall'altro,sicché il problema non é tanto quello della riscoperta dei sentimenti ma quello dell'applicazione del metodo [...]

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