Autismo

 Occorre un cuore aperto per comprendere a fondo il mondo in cui i bambini autistici sono come intrappolati, o come dei " registratori rotti " come dice " la collega" Roberta.
Continuamente sono costretto a ricordare alla persone che il loro particolare comportamento è il risultato di una percezione alterata della realtà e non di fattori psicologici.
Essi si comportano conformemente al proprio modo di percepire l'ambiente ; se noi avessimo le stesse alterazioni sensoriali di cui essi soffrono ci comporteremmo esattamente come loro.  L'autismo è una patologia troppo spesso ignorata ed ogni persona autistica non ha    " eguali ", per cui non vi è possibile un vero e proprio ' confronto ' con gli altri, qual grande conforto per qualsiasi genitore.
I genitori di figli non autistici si recano al parco o fuori da scuola, incontrandone tanti altri; si confrontano le loro esperienze, si confidano, magari, le loro incertezze, le paure, ricevendo conforto e consigli.
Invece, i genitori, ma nella maggior parte dei casi, la mamma di un figlio autistico, è raro, molto raro, che vada ai giardinetti; fuori da scuola si apparta e non comunica con nessuno perchè sente la solitudine dovuta all'impossibilità della condivisione.
Le difficoltà che si hanno quando si ha un figlio autistico variano, anche tantissimo, da soggetto a soggetto, ma la solitudine è un comune denominatore a tutte le famiglie, e molto spesso invade e avvelena persino l'interno della famiglia stessa, laddove molti padri scappano via, nel senso che preferiscono divorziare o separarsi, lasciando tutto il gravame che esso comporta per la gestione soltanto alle madri.
L'autismo, non dico che è ignorato, ma è tenuto piuttosto a distanza, quello si, perchè si teme sempre ciò che non si capisce, insomma, ogni famiglia ha esperienze diverse sia col proprio figlio che con la società con cui vive.
Non ci si può permettere di generalizzare, comunque; ove esista una competente comunicazione di cosa sia l'autismo e di come rapportarsi con esso, non ci sono nè chiusure, nè pregiudizi.
La società civile, una volta messa in condizione di " capire " non è mai esclusiva.
Forse non è ancora " inclusiva " nel senso più ampio del termine, in fondo, semplicemente ascoltando, cercando di conoscere e capire, cercando di non isolare, ma al contrario, di coinvolgere le famiglie all'interno delle quali ci sono bambini autistici, sarebbe, a mio parere, un grande aiuto concreto.
Con semplicità e spontaneità.
Queste creature, bambini o adulti che siano, silenziosi o [...]

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