Avanti per conto proprio.

 
Durante ogni giornata che trascorre monotona, oramai io mi sento come bloccato, anche se proseguo in qualche modo a lasciar andare le cose per loro conto. Faccio finta di stare tranquillo persino nel mio appartamento, o per strada quando vado a comperarmi qualcosa, e di non avere mai alcun problema, anche se mi chiedo ogni tanto quanto tempo ancora potrà mai andare avanti questa faccenda. Perché dovrà pur finire, uno di questi giorni, non c’è proprio alcun dubbio; non può proseguire ancora a lungo questa specie di angoscia, questo impegno che ho preso in modo stupido e casuale con qualcuno che neppure conosco, mentre intanto cerco di portare avanti come da programma questa sorveglianza notturna di un luogo che appare quasi sempre deserto, senza neppure sapere quale sia il motivo vero di questo mio impegno.
Guardo la televisione, e da lì il governo del paese dice che tutti quanti dobbiamo stare tranquilli. Così mi siedo al tavolino del bar sotto casa e mi lascio servire con calma un...

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