Avicii, il documentario su Netflix che presagiva la sua fine

Era diventato una star mondiale, ma lui voleva solo continuare a fare musica senza essere al centro dell'attenzione. Con il successo, per Avicii, era giunto anche un periodo di fortissimo disagio, in cui il 28enne dj svedese morto venerdì scorso in Oman non riusciva a reggere una simile pressione cadendo in preda all'alcolismo. C'è un lato nascosto, quello del Tim Bergling più intimo, che era stato raccontato, a pochi mesi dalla morte, da un documentario esclusivo su Netflix.

Si chiama Avicii: la vera storia ed è uscito nello scorso autunno. Il docu-film racconta, attraverso le testimonianze dello stesso dj e dei grandi nomi della musica mondiale con cui ha collaborato, l'ascesa di un talento puro ma anche troppo fragile per reggere determinate pressioni. «Quando ho composto Levels mi sono detto: "È fantastica". Non ci potevo credere. Da allora tutto è decollato», spiegava il dj parlando del brano che lo ha consacrato a livello mondiale.
Tanti musicisti che hanno collaborato con lui...

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