Avvento e Natale (E.Stein)

Fonte: Edith Stein, scritti vari http://www.donboscoland.it/articoli/articolo.php?id=124418  Quando i giorni diventano via via più corti, quando, nel corso di un inverno normale, cadono i primi fiocchi di neve, timidi e sommessi si fanno strada i primi pensieri del Natale.
Questa semplice parola emana un fascino misterioso, cui ben difficilmente un cuore può sottrarsi.
Anche coloro che professano un’altra fede e i non credenti, cui l’antico racconto del Bambino di Betlemme non dice alcunché, preparano la festa e cercano di irradiare qua e là un raggio di gioia.
Già settimane e mesi prima un caldo flusso di amore inonda tutta la terra.
Una festa dell’amore e della gioia, questa è la stella verso cui tutti accorrono nei primi mesi invernali.
Ma per il cristiano e in particolare per il cristiano cattolico essa è anche qualcos’altro.
La stella lo guida alla mangiatoia col Bambinello, che porta la pace in terra.
L’arte cristiana ce lo pone davanti agli occhi in innumerevoli e graziose immagini, mentre antiche melodie, da cui risuona tutto l’incantesimo dell’infanzia, lo cantano.
Nel cuore di colui che vive con la Chiesa le campane del Rorate e i canti dell’Avvento risvegliano una santa e ardente nostalgia, e a chi si disseta alla fonte inesauribile della sacra liturgia il grande profeta dell’incarnazione ripete, giorno dopo giorno, le sue grandiose esortazioni e promesse: “Stillate, cieli, dall’alto, e le nubi piovano il Giusto! Il Signore è vicino! Adoriamolo! Vieni, Signore, e non tardare! Esulta, Gerusalemme, sfavilla di gioia, perché viene a tè il tuo Salvatore!”.
Dal 17 al 24 dicembre le grandi antifone ‘O’ del Magnificat (O sapienza, O Adonai, O radice di Jesse, O chiave della città di Davide, O Oriente, O rè delle nazioni) gridano con un desiderio e ardore crescente il loro “Vieni a salvarci”.
E sempre più cariche di promesse risuonano le parole: “Ecco, tutto è compiuto” (ultima domenica di Avvento) e infine “Oggi saprete che il Signore viene e domani contemplerete la sua gloria”.
Sì, quando la sera gli alberi di Natale luccicano e ci si scambiano i doni, una nostalgia inappagata continua a tormentarci e a spingerci verso un’altra luce splendente, fintante che le campane della messa di mezzanotte suonano e il miracolo della notte santa si rinnova su altari inondati di luci e di fiori: “E il Verbo si fece carne”.
Allora è il momento in cui la nostra speranza si sente beatamente appagata.
 "I seguaci del Figlio incarnato di Dio" Ognuno di noi ha già [...]

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