BALENOTTERA SPIAGGIATA : A UCCIDERLA SONO STATI MORBILLO E PCB

(AGI) - Padova 10 mar.
- Le indagini effettuate - coordinate dall'Unita' di Intervento Nazionale per la gestione di Spiaggiamenti Straordinari istituita dal Ministero dell'Ambiente presso la Facolta' di Medicina Veterinaria di Padova, condotte con l'attiva collaborazione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d'Aosta e di altre Istituzioni pubbliche competenti - hanno permesso di identificare la presenza di infezioni da Morbillivirus e Toxoplasma gondii nella balenottera spiaggiata a San Rossore in provincia di Firenze.
La toxoplasmosi e' arrivata per ultima.
Sul suo corpo c'era il segno dell'infezione, ma non i danni della malattia", ha spiegato Sandro Mazzariol a www.marescienza.it, scienziato del Dipartimento di Sanita' Pubblica, Patologia Comparata e Igiene Veterinaria dell'Universita' di Padova che ha condotto le analisi sulla carcassa della balenottera di San Rossore.
  "Credo - ha aggiunto - che la balenottera sia morta per un complesso di cause e non per un solo evento".
L'animale non solo era molto debilitato percha' non mangiava, ma anche perche' "soffriva di problemi renali".
  Lo stato di salute dell'esemplare era inoltre compromesso da una ridotta funzionalita' del rene e da un digiuno prolungato.
Infine, i risultati preliminari delle indagini tossicologiche svolte dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Universita' di Siena, hanno evidenziato alti livelli di contaminanti, in particolare organoclorurati.
"In concentrazioni - ha detto Mazzariol - dieci volte superori a quanto rilevato negli altri casi di cetacei spiaggiati".
"Alla luce delle scoperte effettuate e' chiaro che si rende necessario il monitoraggio costante e sistematico degli spiaggiamenti al fine di ricavare elementi utili ai programmi di conservazione di queste specie", ha sottolineato l'ARPAT.
  L'Istituto Zooprofilattico di Torino afferma che "la rinvenuta presenza di infezioni a carico dell'esemplare spiaggiato evidenzia la necessita' di approfondire gli aspetti sanitari di questi animali che, pur vivendo in un ambiente distante dal nostro come le profondita' marine, rivestono comunque un ruolo epidemiologico non trascurabile".
A tal proposito, le Universita' di Padova e Pavia con il Museo di Storia Naturale di Milano stanno lavorando, su finanziamento apposito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e in collaborazione funzionale con il Ministero della Salute per la parte di propria competenza sanitaria territoriale (AASSLL e IIZZSS), alla creazione della Rete Nazionale degli [...]

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