BCE amplia il QE ma euro oltre $1,11

ROMA (WSI) – Se c’è una cosa che Mario Draghi sembra non riesca proprio a fare, in un contesto di guerra valutaria più o meno conclamata, è consentire un deprezzamento duraturo dell’euro.
Persino oggi, in quella che verrà sicuramente considerata una riunione storica della Bce, l’euro è riuscito a salire.
“Colpa” dello stesso Draghi, che ha affermato, rispondendo alla domanda di un giornalista, che: “partendo dalla prospettiva di oggi e prendendo in considerazione il sostegno alla crescita e all’inflazione che arriverà dalle nostre misure, non anticipiamo che sarà necessario ridurre ulteriormente i tassi “.
Improvvisamente, l’euro – colpito subito dopo l’annuncio del bazooka monetario della Bce da ribassi che lo avevano portato a scivolare ben sotto la soglia di $1,09 – è tornato a salire, portandosi anche sopra $1,11, con un guadagno su base percentuale che è stato dell’1% circa, pochi minuti dopo una flessione che era arrivata fino a -1,5%.
Certo, rimane il fatto che, almeno fino a oggi, dallo scorso 10 febbraio, sul mercato valutario l’euro ha perso quasi -3% nei confronti del dollaro, confermandosi la valuta peggiore tra quelle più scambiate.
E c’è da dire anche che Mario Draghi ha sempre ribattuto come lo scopo della Bce non sia quello di centrare determinati rapporti di cambio.
Nella guerra valutaria in corso, se c’è qualcuno che si è tenuto ben distante dal parteciparvi, è stata tra l’altro proprio l’Eurozona, a scapito delle sue esportazioni.
La domanda è: Draghi poteva evitare di dire proprio quella frase – secondo cui al momento non viene intravisto il bisogno di procedere a ulteriori tagli dei tassi – e dunque ha fatto una gaffe, o i mercati sono diventati insaziabili? D’altronde quello che è stato annunciato oggi dalla Bce è un piano per molti versi senza precedenti, che si basa su quattro interventi chiave taglio del tasso di rifinanziamento principale dallo 0,05% allo zero.
taglio del tasso sui depositi dal -0,3% al -0,4%.
espansione del piano di Quantitative Easing, con la Bce che acquisterà più bond, per un ammontare maggiore.
Di fatto, gli acquisti mensili di bond saranno aumentati di 20 miliardi di euro, a 80 miliardi di euro.
Non solo.
la Bce acquisterà anche corporate bond, ovvero obbligazionari societarie emesse da società non finanziarie, con rating investment grade.
La Bce lancia anche una nuova manovra-paradosso, attraverso cui pagherà le banche nel momento in cui erogherà a favore di esse  nuovi prestiti.
Più precisamente [...]

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