BERLUSCONI, FRENA: "CLANDESTINITA' AGGRAVATE, NON REATO. MARONI SPIAZZATO, E LA LEGA INSORGE.

    04/06/2008 4 giu - Non si può pensare di perseguire qualcuno per una permanenza non regolare nel nostro paese, mentre la clandestinità può essere un aggravante per chi commette reati previsti dal codice penale.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, espone così “la propria personale visione” sulle misure di contrasto all’illegalità contenute nel pacchetto sicurezza approvato dal Cdm, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi seguita all’incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy.
“Il Parlamento - spiega il premier - è sovrano, deciderà secondo coscienza e secondo buonsenso.
La mia personale visione è che non si possa pensare di perseguire qualcuno per una permanenza non regolare nel nostro paese, arrivando a condannarlo per questo reato con una pena”.
Invece, puntualizza Berlusconi, “questa situazione della clandestinità può essere un'aggravante nei confronti di chi commette reati previsti come tali dal codice penale”.
Il ministro dell'Interno, il leghista Roberto Maroni, però, si dice "sorpreso" dalle parole di Berlusconi: “L’aggravante è nel decreto legge ed è già in vigore, il reato di clandestinità è nel ddl approvato due settimane fa dal Consiglio dei ministri all’unanimità, che porta come prima firma proprio quella di Berlusconi”.
Il ministro della Semplicazione normativa, il leghista Roberto Calderoli, quindi, si limita a puntualizzare che l'obiettivo di introdurre nel nostro ordinamento il reato di immigrazione clandestina "non è certo il riempire le carceri di clandestini ma il trovare uno strumento adeguato che ne consenta l'allontanamento in tempi certi e rapidi".
Più duro l'europarlamentare del Carroccio, Mario Borghezio: "Rinunciare all'impostazione data dal ministro Maroni e dall'intero governo, dietro ai tentativi di intimidazione che sono arrivati soprattutto dall'estero, sarebbe un cedimento molto difficile da far comprendere ai nostri elettori.
I quali non sono razzisti e xenofobi, ma hanno le idee molto chiare su quale sia la causa maggiore dell'insicurezza nelle nostre città e nei nostri paesi".
Critiche alle norme introdotte in Italia in materia di sicurezza sono arrivate da Louise Arbour, alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, che si è detto “preoccupato” per l’intenzione di “rendere reato l’immigrazione illegale”.
E che ha accusato il governo italiano di adottare “politiche repressive”.
Mentre per monsignor Marchetto, segretario del Consiglio vaticano per i migranti, “i cittadini di paesi [...]

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