BERLUSCONI NON LASCIA, RADDOPPIA

Chissà che cosa scriveranno nei prossimi giorni i quotidiani internazionali che qualche giorno fa avevano rilanciato in tutto il mondo l’intenzione di Silvio Berlusconi di lasciare la guida del governo e di lanciare come delfino il ministro della Giustizia Angelino Alfano.
In poche ore di quelle angeliche dichiarazioni non è rimasto niente.
Come previsto, Berlusconi non lascia niente.
Anzi raddoppia: ieri in un incontro con i vertici dei gruppi parlamentari è stato chiaro: dopo il processo breve deve toccare alle intercettazioni.
E non solo.
Secondo alcune ricostruzioni di stampa, il premier intenderebbe ritoccare (in peggio) la legge elettorale (la porcata, come l’ha chiamata il suo artefice, il leghista Roberto Calderoli), inserendo al Senato un meccanismo come quello della Camera per assicurare al governo il controllo assoluto.
Il presidente del Consiglio sente odore di elezioni politiche, dopo le amministrative.
E intende preparare un percorso di guerra, con altri acquisti di parlamentari in modo da formare alla sua sinistra un partito di centro che sfidi il Terzo Polo di Casini, Fini, Rutelli.
Anche i cosiddetti responsabili per il momento sono rimasti a bocca asciutta: ottenuto il voto alla Camera, Berlusconi ha rinviato la loro nomina a sottosegretari.
La prossima settimana intanto si ricomincia con il processo breve al Senato.
Il presidente Napolitano ha assicurato che valuterà con attenzione le norme di questo provvedimento, quando sarà il momento in cui lo avrà in mano per promulgarlo.
(fonte PD nazionale)

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