BERTINOTTI A MESSINA, CRITICHE ALLA CANDIDATURA DI CALEARO...

Sono finiti i tempi delle adunate in piazza: oggi Bertinotti tiene i comizi al cinema.
E forse è meglio così, vista l'accoglienza fredda che gli è stata tributata stamattina al mercato Zaera, durante quello che doveva essere un ingegnoso spottone pubblicitario.
Tutta un'altra cosa la riunione al chiuso, tra vecchie facce e tanti giovani, anche giovanissimi, venuti a sentire il discorso (lunghissimo, quasi 2 ore) della vecchia volpe della sinistra italiana.
I temi sul tappeto sono tanti in quella che è stata definita la campagna elettorale più brutta della storia repubblicana Innanzitutto l'opposizione al duopolio delle coalizioni elefantiache PD e PDL, simili nella sigla, e, a sentire Bertinotti, accomunate anche dall'intento di cancellare la politica riducendo la contrapposizione ad un accordo che premia chi ha il potere e emargina gli altri.
Se il PD deriva verso il centro, la sinistra è necessaria per compensare questa tendenza, nonché per ricostruire la politica nel paese reale.
«La crisi della politica - continua Bertinotti -, la perdita di credibilità, il distacco dalla vita quotidiana, che ha preso il volto dei costi della politica, derivano da scelte che hanno trascurato le reali esigenze del Paese.
Eppure piccole cose le ha fatte qualcuno e non altri.
E' la prima volta che la Camera ha un bilancio inferiore a quello dell'anno precedente; è la prima volta che non viene approvato l'aumento degli stipendi e delle pensioni per i parlamentari.».
L'esperienza di governo viene evocata con un apparente senso di pudore: «Il Governo ha deluso le aspettative di andare oltre l'avversione verso Berlusconi per costruire una politica.
Ciò è avvenuto a causa delle forze moderate, che hanno dato voce ai poteri forti.
Noi siamo rimasti sperando che forse dopo sarebbe cambiata la direzione.
E' prevalsa la logica dei 2 tempi: prima il risanamento, poi...
un poi che non è arrivato mai».
E qui un'accusa implicita al centrosinistra: «E' insopportabile che gli stessi che non hanno appoggiato in Parlamento la nostra proposta di redistribuire almeno una parte del tesoretto agli italiani parlino oggi di aumenti degli stipendi e delle pensioni».
Ma le accuse ai vecchi compagni di governo non finiscono qui, Bertinotti non dimentica di stigmatizzare la candidatura nel PD di Massimo Calearo, «il falco della Confindustria, che ha annunciato che si batterà per l'eliminazione del Contratto nazionale di lavoro».
Tra i temi toccati, anche il lavoro precario, che oggi «è diventato il lavoro.
Un'intera generazione rischia di [...]

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