BERTINOTTI FOR PRESIDENT

Chi ha seguito la trasmissione di Bruno Vespa dedicato al programma politico di Bertinotti candidato alle primarie dell'Unione, avrà notato come il clima sia positivamente mutato nella considerazione generale della cosiddetta rifondazione comunista (la quale sarà qualcosa di nuovo rispetto al vecchio partito comunista, ma non si discosta sostanzialmente dalle impostazioni marx-leniniste).In un'atmosfera di grande e cordiale accoglienza in studio - contornato da ospiti, che avrebbero dovuto rappresentare le categorie produttive del paese - oltre ai soliti rappresentanti sindacali, il re dei sondaggisti, Renato Mannheimer, ha conferito l'investitura di una larga maggioranza, favorevole alle tasse sulle rendite d'impresa, alla introduzione della patrimoniale,all' l'abolizione della legge Biagi e ad  un'altra serie di misure punitive e giustizialiste nei confronti della borghesia piccola media e grande - nel più puro spirito classistenzialista, che evidentemente ha ancora il vantaggio d'infiammare, con qualche slogan demagogico, la base della sinistra nazionale - anche a costo d'infischiarsene dell'Europa e dei più elementari pricipi della libertà economica.I proclami di Bertinotti ed il consenso che riscuote tra giovani e lavoratori dipendenti non meravigliano più di tanto.Stupisce invece il fatto che idee antiquate, fondate sull'invidia sociale, non destino scandalo.

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