BIRMANIA: L'INVIATO ONU IN UN PAESE SOTTO ASSEDIO

  RANGOON  - L'Onu gioca la carta diplomatica nella crisi della Birmania.
In un Paese in stato d'assedio, dove migliaia di militari sono riusciti in tre giorni di sanguinosa repressione a riportare un ordine armato nelle strade e dove si sono visti solo pochissimi manifestanti, subito dispersi o arrestati, è arrivato l'inviato speciale del Consiglio di sicurezza dell'Onu Ibrahim Gambari.
Mentre i collegamenti internet continuano ad essere interrotti, tranne un breve ripristino di poche ore, una pacifica manifestazione di circa 500 monaci, con i militari rimasti a guardare, si è comunque svolta a Pakokku.
Ma 500 chilometri più a sud, mentre Gambari transitava brevemente a Rangoon prima di decollare nuovamente per Naypyidaw, l'ex capitale contava quasi più militari che civili nelle strade del centro.
Le grandi pagode di Shwedagon e Sule erano completamente isolate, le camionette pattugliavano le strade, ancora piene di barricate e barriere di filo spinato.
La repressione, che ha lasciato in terra - secondo cifre ufficiali, contestate dal governo inglese come reticenti - 13 morti, fra cui un fotografo giapponese, sembra funzionare.
In giro non si vedono monaci e qualcuno di loro, dicono testimoni, si mischia alla gente senza la tonaca rossa.
La popolazione appare intimorita, pochi escono di casa.
La stampa ufficiale birmana titola trionfante che "pace e stabilità sono state ripristinate" e che le forze di sicurezza sono riuscite ad avere la meglio sulla protesta "con il guanto di velluto, con un uso della forza minimo".
Nonostante questo clima un centinaio o poco più di manifestanti si è radunato nei pressi del ponte Pansoedan e poi del mercato Bagyoke Aung San (Scott Market).
Canti, slogan, qualche insulto ai militari, poi le cariche li hanno rapidamente dispersi a colpi di manganello, di spari in aria e con l'arresto di diversi di loro, caricati a forza sui camion, secondo i testimoni.
"Hanno colpito la gente con una violenza tale che non si capisce come potesse resistere", ha raccontato un testimone all'Afp.
"I membri delle forze di sicurezza superano in numero i manifestanti nel centro della città.
I manifestanti non si azzardano più a venire visto che rischiano come minimo di essere violentemente pestati o arrestati", dice un altro testimone.
Ad aumentare la tensione la giunta ha prima bloccato la distribuzione di aiuti alimentari dal parte del Pam (Programma alimentare mondiale dell'Onu) a mezzo milione di persone.
Poi, per le proteste dell'organizzazione, l'ha in parte ripristinata.
Sui [...]

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