BLOGTECA PROPONE- DALLA BIBLIOTECA MEDIEVALE.

CHRISTINE DE PIZAN "LA CITTA' DELLE DAME": "La Città è il Libro ed il Libro è la Città, nuovo spazio intellettuale a cui fare riferimento per una rilettura della realtà e della storia.Una "città perfetta, fortificata, e chiusa da solide porte", autonoma, e non un convento- anche questa è una scelta precisa-lontana dalle città degli uomini ed eterna:"la tua città diventerà bella senza pari e durerà per sempre".
Una città perfetta e un libro perfetto, che solo Christine avrebbe potuto scrivere, "la costruzione di questa opera era destinata a te", consapevole che avrebbe fatto discutere:" sono certa che quest'opera farà chiacchierare a lungo i maldicenti".
Una città per sè, spazio della parola, la parola di Christine e quella di altre donne, e spazio del racconto, che trova la sua conferma nell'esperienza personale dell'autrice.
Non è vano quindi ricordare i momenti fondamentali di questa esperienza.
Di origini italiane, era nata a Venezia intorno al 1365, Christine de Pizan visse tutta la vita a Parigi, dove la sua famiglia si trasferì quando lei era ancora bambina.
Il padreThomas de Pizan, laureato all'università di Boligna, e per alcuni anni consigliere della Repubblica, era stato infatti invitato dal re CarloV come medico ed astrologo di corte.
Il sovrano, accorto e prudente in politica-il suo regno aveva segnato una pausa di calma dopo le guerre ela peste che avevano dilaniato il paese-, amava circondarsi di intellettuali e di savants.
Egli si mostrò molto generoso con Thomas, che sarebbe diventato presto il suo consigliere personale, offrendogli una ricca rendita e vari doni; tra questi la Tour Barbeau a Parigi, vicino alla residenza reale di Saint-Paul, sulla Riva Destra.
Christine dunque crebbe a corte, in un ambiente agiato e vivace dove tra l'altro aveva accesso, insieme al padre, alla grande e bella Biblioteca Reale del Louvre, che si stava costituendo in quegli anni.
L'amore per il libro era infatti la grande novità del XIV secolo e trovò il suo massimo artefice in carlo V, amante del sapere e protettore delle arti.....una biblioteca senza pari in Europa, costituita da centinaia di volumi impreziositi da ricchissime miniature, con un fervido e continuo lavoro di traduzione in francese dei testi, che li rendeva leggibili a tutti e si può intuire quale fosse la portata politica di tale opera.
La possibilità di accedere e di usufruire di quello spazio, anche grazie alla sua amicizia con Gille Malet, che diresse la biblioteca fino al 1411, fu di grande importanza per la maturazione [...]

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