BORGO TICINO A PAVIA di Teresa Ramaioli

BORGO TICINO A PAVIA  di Teresa Ramaioli iltuonoilgrillo il 19/05/14 alle 18:38 via WEB Il Borgo Ticino di Pavia In fondo a Strada Nuova, superato il Ponte Coperto, si può ammirare il caratteristico quartiere del Borgo Ticino.
Detto semplicemente il “Borgo” dei pavesi, è l’espansione meridionale oltre il fiume della città e ha mantenuto nei secoli l’aspetto di villaggio di pescatori e renaioli.
I bombardamenti dell’ultimo conflitto che si abbatterono sul ponte demolirono anche gli edifici immediatamente adiacenti ad esso.
Le pittoresche case del borgo, specialmente quelle poste sulla riva del fiume, sono frequentemente invase dalle acque, come ricorda la lapide posta sulla facciata della chiesa di Santa Maria in Betlem in via dei Mille, su cui sono riportati i livelli delle piene più rovinose.
Il nome esotico della parrocchia richiama il passaggio dei pellegrini medievali diretti in Terrasanta che a Pavia si imbarcavano lungo il Ticino e il Po alla volta di Venezia.
Fondata verso la fine del XIII sec.
su una preesistente chiesa carolingia, nonostante le modifiche e i restauri, conserva soprattutto nella facciata le caratteristiche originarie del romanico pavese: sagoma a capanna, tripartita e coronata da arcatelle, portale a tutto sesto e inserti decorativi di arenaria.
Sul fianco della chiesa è il portico cinquecentesco dell’ospedale, eretto alla fine dell’XI sec.
e intitolato a S.
Antonio, che nel 1808 venne soppresso e alienato.
Ciao a tutti gli amici del blog Teresa

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