Bachelet vince le elezioni presidenziali

Il Cile saluta il ritorno di Michelle Bachelet alla Moneda.
La socialista ha battuto la sfidante del centro destra, Evelyn Matthei, con il 62,71 contro il 37,28% dei voti, secondo dati ufficiali diffusi dal Servizio Elettorale cileno.
Ma le elezioni che l'hanno consacrata presidente verranno ricordate anche per un tasso di astensionismo senza precedenti: il 59% dei cileni ha disertato le urne.
Del resto che il nemico numero uno al ballottaggio per succedere al presidente uscente Sebastian Pinera fosse l'astensionismo la Bachelet lo sapeva bene, così come la sua rivale Evelyn Matthei.
E non a caso hanno entrambe concluso la campagna elettorale lanciando appelli per convincere la gente ad andare a votare.
Per Bachelet, 62 anni, il trionfo di questa domenica rappresenta la conferma del rapporto inossidabile - fatto di competenza e simpatia, pragmatismo e solidarietà - che ha saputo mantenere con l'opinione pubblica del suo Paese: nel 2010, alla fine del suo mandato presidenziale, vantava indici di popolarità superiori al 60% e al suo ritorno in Cile, dopo un biennio a capo dell'agenzia Onu per la donna, è stata accolta con calore in ognuna delle sue apparizioni pubbliche, per poi diventare la super favorita dal primo sondaggio sulle intenzioni di voto.
La vittoria della candidata socialista segna anche il ritorno al potere della coalizione di centrosinistra che ha governato il Cile dalla fine della dittatura di Augusto Pinochet, dopo un solo governo di centro destra, quello uscente di Pinera.
Questa volta però la Concertazione è diventata "Nuova Maggioranza", con un asse politico spostato ancor più a sinistra per la presenza del Partito Comunista e la promessa di profonde riforme in campo sociale per combattere la disuguaglianza.
Una prospettiva che ha convinto perfino Camila Vallejo, la bella ex leader della rivolta studentesca, che solo due anni fa giurava che non avrebbe mai appoggiato la candidatura della Bachelet.

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