Bahr-el-Nil, il grande fiume

Il tassista che ci accompagnava all’aeroporto, come spesso accade con i tassisti romani, aveva voglia di chiacchierare, nonostante l’ora.
Io, invece, al mattino presto non sono mai dell’umore adatto a fare conversazione, oltretutto su un argomento così idiota come il calcio.
Neanche Giovanna aveva molta voglia di parlare ma, stoicamente, si è adattata ad intrattenere un minimo di conversazione, anche per sopperire alla mia scortesia mattutina.
Il volo della Egypt-Air sarebbe decollato alle 9,30 perciò, una volta espletate le formalità di check in e controllo passaporti, avevamo tempo per un caffè e l’acquisto di qualche rivista.
Avevamo deciso all’ultimo momento, come al solito, di partire per quella crociera sul Nilo.
Entrambi siamo ottimi clienti del last minute ed eravamo riusciti a ritagliarci una settimana dagli impegni di lavoro dell’inizio di ottobre.
Ci attirava l’idea di scaldarci ancora un po’ al sole per affrontare meglio l’inverno e, contemporaneamente, visitare luoghi unici al mondo.
Seduti in aereo, abbiamo passato l’ora e mezza del volo leggendo, oltre al giornale e alle riviste, il programma del viaggio che l’agenzia aveva dato noi insieme ai biglietti e alla brochure del tour operator.
Io, seduto vicino al corridoio, mi guardavo attorno, ascoltando i commenti degli altri passeggeri, divertito e incuriosito dai personaggi che popolano in genere gli aerei diretti verso luoghi di vacanza.
C’era la solita signora entusiasta che cinguettava espressioni di giubilo e sorpresa per qualsiasi stupidaggine, dalla splendida colazione, alle splendide hostess, alle splendide nuvole sotto di loro; certamente era una di quelle che avrebbe applaudito all’atterraggio definendolo, ovviamente, splendido.
Nella fila di fianco, solo un posto dietro rispetto a me, una ragazza con una cascata di capelli neri, appena mossi, la bocca disegnata e carnosa, l’ovale del viso quasi perfetto, vestita in maniera semplice e sportiva, adatta a viaggiare.
Mi stava guardando quando mi sono girato verso di lei, gli occhi scuri, profondi, appena velati da una tristezza lieve, almeno così mi sembrò.
Le ho sorriso in modo naturale, avevo sentito un’immediata complicità, probabilmente a causa dell’espressione che anche lei aveva assunto nell’ascoltare il cinguettio della signora.
Ha ricambiato il sorriso con uno sguardo profondo, che mi ha provocato un brivido lungo la schiena.
“Nei sessanta e più anni della sua vita proprio ora doveva decidersi a provare la piacevole vacanza in crociera?”, ho pensato [...]

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