Balotelli ha spacciato droga per gioco? Un'accusa da chiarire subito

Balotelli spacciatore per gioco? Lo si legge sul sito Repubblica.it.
A raccontare l'episodio è il collaboratore di giustizia Armando De Rosa, esponente della camorra di Secondigliano.
Le sue dichiarazioni sono nei vervìbali depositati dai pm Sergio Amato ed Enrica Parascandolo al processo sul riciclaggio in alcuni locali del lungomare.
Questo il raccondo di De Rosa riportato da Repubblica.it:«Un amico mi telefonò e mi chiese se volessi vedere Balotelli che era lì a Scampia - si legge nel verbale - credevo si trattasse di uno scherzo, ma lui mi invitò a raggiungerlo nei pressi del suo negozio di siringhe».
Sostiene il pentito di aver constatato «che effettivamente c’era Balotelli insieme ad esponenti del clan Lo Russo e degli Amato-Pagano».
E aggiunge: «c’era anche un ragazzo che spacciava e aveva una busta con molte dosi di cocaina ed eroina, le cosiddette “petrine rosse e gialle”.
Ricordo che Balotelli, dopo aver assistito ad alcune cessioni, per scherzare chiese anche di poter spacciare lui alcune dosi.
Così fu lui a consegnarle a un clienteche passava.
Ricordo anche che chiedemmo a quel tossico se avesse riconosciuto Balotelli ma lui neanche ci credette».
Occorre essere molto prudenti nella valutazione di questo racconto.
L'antipatia, gli atteggiamenti indisponenti, la maleducazione, lo scarso senso civico per non parlare di quello sportivo di Balotelli, possono influenzare il giudizio.
Il giocatore ha risposto alla sua maniera su Twitter: "Vergognatevi", è la sua conclusione.
Capisco l'incazzatura, tanto per scendere al suo linguaggio, ma una vicenda simile avrebbe bisogno di meno imprecazioni e qualche spiegazione in più.
Le dichiarazioni dei pentiti vanno sempre prese con le molle, perché possono nascondere secondi fini.
In questo caso, però, è la gratuità del dettaglio (che interesse avrebbe De Rosa a coinvolgere Balotelli?) a rendere inquietante la rivelazione.
Se Balotelli avesse davvero scherzato con lo spaccio di droga, dovrebbe essere cacciato dal campionato, altro che codice etico della Nazionale.
Ma se la storia è inventata bisogna evitare di alimentare la sua già spiccata inclinazione al vittimismo.
La procura federale della Figc dovrebbe chiedere la massima collaborazione alla magistratura ordinaria per chiarire cosa è davvero accaduto.
Quello che per l'inchiesta sul riciclaggio è solo un dettaglio, quasi folcloristico, per il mondo dello sport e del calcio in particolare sarebbe una terribile mazzata.
Uno scherzo? Spacciare droga equivale a spacciare morte.

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