Bambini-soldato, la legione straniera allevata da Gheddafi

pubblicata da INFORMARE CONTROINFORMANDO il giorno domenica 27 marzo 2011 alle ore 15.13 Fin dai primi giorni della rivolta libica, sono circolate informazioni riguardanti la presenza di combattenti stranieri con caratteristiche somatiche “afro”, alcuni dei quali anglofoni, altri francofoni, altri ancora arabofoni.
Ma chi sono questi militari, schierati a fianco delle truppe lealiste, prima impiegati nel soffocare le dimostrazioni di piazza e poi utilizzati dallo stato maggiore libico nella riconquista della Cirenaica con obiettivo finale Bengasi? Si tratta di mercenari al soldo del colonnello Muammar Gheddafi, veri professionisti della guerra, molti dei quali già in passato hanno combattuto in una sorta di legione straniera voluta dal rais per difendere i propri interessi in giro per il mondo, soprattutto nel continente africano.
A scanso di equivoci, non stiamo parlando di un’organizzazione libica di reclutamento, come ad esempio nel caso della sudafricana Executive Outcomes, quanto piuttosto di un sistema militare messo a punto nel tempo dal regime.
Tutto ebbe inizio durante la guerra fredda, nei pressi di Bengasi, quando venne istituito il “Centro Rivoluzionario Mondiale” (Wrc).
Basta leggere il saggio dello storico Stephen Ellis “The Mask of Anarchy: The Destruction of Liberia and the Religious Dimension of an African Civil War” per comprendere di cosa stiamo parlando.
La Cia considerava il Wrc come un sito estremamente pericoloso, trattandosi di una base di addestramento per gruppi ribelli capaci di destabilizzare numerosi Paesi in cui Gheddafi intendeva affermare la propria egemonia geopolitica.
Si pensi a Foday Sankoh, fondatore del Fronte Unito Rivoluzionario (Ruf), il movimento antigovernativo che negli anni 90 mise a ferro e fuoco la Sierra Leone.
Fonti ben informate riferiscono che la tecnica di reclutamento dei “bambini-soldato” venne suggerita a Sankoh durante i corsi al Wrc.
Lo stesso vale per l’ex dittatore liberiano Charles Taylor il quale, a detta delle stesse fonti, dimostrò grande perspicacia non solo nell’apprendimento delle tecniche di combattimento, ma anche nello studio delle scienze politiche, che al Wrc si richiamavano agli ideali della rivoluzione libica.
Attualmente, sono ancora in carica due capi di Stato africani passati per questa controversa accademia militare: il burkinabé Blaise Compaoré e il ciadiano Idriss Déby.
Da rilevare che i corsi potevano durare da un periodo di poche settimane ad oltre un anno di studi e che erano aperti anche a reclute provenienti dalla [...]

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