Banche: per big utili ma meno posti

(ANSA) – MILANO, 10 NOV – Le incertezze politiche ed economiche non frenano la redditività dei primi 4 gruppi bancari italiani senza però che questo si rifletta sull’occupazione ne tantomeno sui salari dei bancari.
Secondo un’analisi della First Cisl, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm e Ubi hanno assorbito “senza drammi i 3,4 miliardi di euro di impatto dovuto all’aumento dei tassi dei btp”, e al contempo realizzato con le trimestrali 6 miliardi di utili, il 17% in più su base annua al netto delle poste straordinarie”.
“Ci tocca dare ragione ai banchieri – sottolinea il segretario generale, Giulio Romani – il sistema è solido e redditizio, ma allora perché continuano imperterriti a tagliare personale e filiali? Aver perso in un anno 12.300 posti di lavoro, prevalentemente in Italia, solo in queste quattro banche, è drammatico per un Paese che ha un tasso di disoccupazione giovanile del 30%.
Avere 1.260 sportelli in meno riduce ancora dell’8,4% in un solo anno il servizio ai territori, in barba ai doveri sociali delle banche”.